A 16 anni compose un opuscolo relativo all'origine e scopo delle preghiere pubbliche e private per i sovrani, che tradusse anche in latino per l'imperatrice Maria Teresa. Sacerdote nel 1781, ottenne in seguito l'insegnamento delle antichità cristiane nell'Università di Napoli. Sotto il regno di G. Murat ebbe la cattedra di diplomatica e fu vicario generale dell'arcidiocesi. Fu membro del Parlamento costituzionale del 1820.
Opere: De christianae Ecclesiae primae, mediae et novissimae aetatis politica (2 voll., Napoli 1777-81 e, meglio, Bassano 1782); notevoli la dissertazione IV, De lapidaria et de siglis veterum Christianorum, che per il tempo fu considerata come manuale di epigrafia cristiana antica; e la V, De coemeterio sive catacumbae Neapolitana, con pianta totta dal Boldetti. Inoltre: De publica et privata prece pro principibus, Napoli 1789; Topografia di Napoli e sobborghi; Origine e vicende delle proprietà dalla discesa dei Longobardi; Cronache e diari del Regno di Napoli, ivi 1780-1782, 5 voll.; Istituzioni della scienza diplomatica, ivi 1813, e altre dissertazioni di argomento archeologico.