Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Arte Particolari

PELLICANO

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PELLICANO. - Uccello dell'ordine degli steganopodi, fam. peleconidae, che vive sulle rive dei laghi delle ragioni calde; il piumaggio bianco ha tendenze al rosa o al giallo; il robusto e lungo becco è munito d'una membrana dilatabile a sacca che serve da serbatoio per i pesci destinati alla prole; nell'atto di somministrarli preme la sacca sul collo in tal modo da sembrare che si apra il petto con la punta del becco, donde l'origine delle leggende che si citeranno. Nella S. Scrittura è uccello impuro (Lv. 11, 18 testo ebr. = onocrotalus della Volgata; v. anche il pellicanus del Ps. 101, 7), ma l'identificazione con il nostro p. è incerta.

Il p. per influsso del Physiologus (v.), della Clavis Scripturae dello ps. Melitone (evo carolino) e dei Bestiari (v.), è stato proposto come simbolo del predicatore, della penitenza, della carità, dell'Eucaristia, ecc. Ma il p. è soprattutto il simbolo di Cristo Redentore; infatti il compilatore cristiano del Physiologus (red. greca, ed. F. Sbordone, Milano 1936, pp. 16-19; vers. lat. B ed. F. J. Carmody, Parigi 1939, p. 17), dopo aver raccontato che il p. uccide la sua prole e la fa risorgere dopo tre giorni, spargendo su di essa il proprio sangue che fa sgorgare da uno squarcio al petto, vede in questo sangue vivificatore del p. la figura del sangue redentivo di Cristo e s. Agostino rifacendovisi esclama: « Habet ergo haec avis, si vere ita est, magnam similitudinem carnis Christi, cuius sanguine vivificati sumus » (Enarr. in Ps., 101, § 8: PL 37, 1299). Il p. è simbolo del Redentore per s. Tommaso nell'Adoro te devote, per Dante nel Paradiso (XXV, v. 113) e per gli artisti che lo posero in un tondo sopra la cimasa oppure talvolta (ma più di rado) ai piedi della croce. Gli scolari di Giotto furono i primi, a quanto pare, ad usare questo motivo iconografico, come il maestro che dipinse il crocifisso nella chiesa di S. Felice a Firenze o il Baronzio nella tavoletta della Pinacoteca Vaticana. Altri esempi notevoli sono dovuti a Masolino da Panicale (1ª metà del sec. XV, Pinacoteca Vaticana), ad Andrea della Robbia (fine sec. XV, Verna) e al Perugino (inizio sec. XVI, Siena, S. Agostino). Fu ripreso anche da miniatori come, ad es., Niccolò da Bologna. Dal tardo medioevo in poi il p. è pure additato e rappresentato come simbolo dell'Eucaristia, con il diffondersi della leggenda, non recensita nel Physiologus, secondo cui il p. nutrirebbe i suoi piccoli con il proprio sangue (v. sopra, col. 769, la medaglia di Pio II). Tra le più antiche raffigurazioni del p. simbolo eucaristico si deve ricordare uno smalto limusino nella pisside conservata al Museo di St-Jean d'Angers; nell'epoca barocca e moderna è talvolta raffigurato su pissidi, calici, veli omerali e porte di tabernacoli. Rare sono le rappresentazioni del p. solo, la più antica pare sia quella esistente nel Duomo di Modena (inizio sec. XII). Il p. figura talvolta con altri animali o uccelli simbolici come la fenice, il leone e l'unicorno. - Vedi tav. LXXVII.

PELLICANO QUALE SIMBOLO DI CRISTO REDENTORE. A sinistra: Crocifisso. Dipinto di scuola giottesca (sec. XIII) - Firenze, chiesa di S. Felice. A destra: Crocifisso attribuito a Masolino da Panicale (tra il 1427-35) - Pinacoteca Vaticana.
Tav. LXXVII PELLICANO QUALE SIMBOLO DI CRISTO REDENTORE. A sinistra: Crocifisso. Dipinto di scuola giottesca (sec. XIII) - Firenze, chiesa di S. Felice. A destra: Crocifisso attribuito a Masolino da Panicale (tra il 1427-35) - Pinacoteca Vaticana.(fot. Alinari)
Bibliografia3 opere
BIBL.: J. Braun, Das christliche Altargerät, Monaco 1932, pp. 129, 340, 401; W. Lampen, Pie Peticane, Jesu Domine, in Antonianum, 21 (1946), pp. 68-92; P. Toesca, Il Trecento, Torino 1951, illustr., pp. 840, 844.

A. Pietro Frutaz

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Di Amato Pietro Frutaz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1088–1089.

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Frutaz, Amato Pietro. “Pellicano.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1088–1089. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/pellicano.

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Frutaz, Amato Pietro. “Pellicano.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1088–1089. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/pellicano.

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