PENITENZIARIO. - In senso tecnico è il luogo in cui un individuo, condannato con sentenza irrevocabile, deve espiare la pena che gli è stata irrogata. Esso è quindi legato al concetto di pena, mentre il carcere preventivo ospita coloro che si trovano in attesa del procedimento penale.
Il p., con tutta la complessa vita che intorno ad esso si svolge, è fonte di numerosi problemi sociali: si può dire che la quasi totalità di essi è determinata dalla presenza dell'individuo come essere responsabile, dotato di anima oltre che di corpo, e dalla fisionomia che conseguentemente ha assunto, specie in tempi più recenti, il concetto di pena criminale. Per l'evoluzione storica di tale concetto, e per i problemi comuni anche alla detenzione preventiva, V. CARCERE.
Alla base di un sistema penitenziario, degno di uno Stato civile e cristiano, deve stare un concetto di pena che tenda alla rieducazione del condannato e consista perciò in trattamenti non contrari al senso di umanità, pur tenendo conto della responsabilità morale della persona umana.
Nel sistema cosiddetto pensilvanico, si è adottato il criterio dell'isolamento continuo, diurno e notturno, nei casi più gravi, mentre si manifesta scarso entusiasmo circa il lavoro dei detenuti. Nel sistema cosiddetto auburniano, proprio anch'esso di alcuni Stati americani, l'isolamento è limitato al periodo notturno e coincide con l'attribuzione di un particolare rilievo al valore rieducativo del silenzio, mentre durante il giorno si consente il lavoro in comune. In Europa il sistema irlandese, p. es., fa molto affidamento sulla cointeressenza del recluso alla propria rieducazione, ottenuta attraverso un sistema graduale che va dall'isolamento continuo all'isolamento soltanto notturno, con lavoro diurno comune e successivamente presso istituti ad organizzazione industriale ed agricola, sino alla liberazione condizionale, per i più meritevoli. In Italia, il sistema penitenziario, ancora basato sulla codificazione del 1930 e sul Regolamento del 18 giugno 1931, è in corso di revisione per il coordinamento di tutto il settore penalistico con le nuove esigenze costituzionali. Come in altri settori, si nota un notevole divario tra legislazione ed attuazione pratica, a causa della scarsità dei mezzi e degli eventi bellici. Nel 1949-50 è stata nomi-
nata una Commissione parlamentare d'indagine, che ha pubblicato una pregevole relazione, edita a cura della Camera dei deputati.
I principali problemi sociali in questa materia possono brevemente sintetizzarsi. Anzitutto l'evolversi della scienza e della legislazione penale verso l'adeguamento della pena alle singole personalità dei condannati, come in ogni sana tecnica curativa, esige un sistema di educazione e di osservazione perfezionato e specializzato. Ne deriva di conseguenza la specializzazione degli stabilimenti di pena, sia distinguendoli dagli stabilimenti di detenzione preventiva, sia differenziandoli tra di loro a seconda dell'entità della pena da scontare (ergastolo, case di reclusione, case di arresto), e delle qualità personali dei soggetti passivi (case per minori, per minorati fisici, sanatori per tubercolotici, case per delinquenti abituali e professionali, ecc.).
Particolarmente importante è il problema dell'edilizia carceraria; non sfugge infatti ad alcuno che una pena rettamente intesa, per raggiungere il suo effetto rieducativo, deve scontarsi in ambienti che ne facilitino l'efficacia in modo positivo. La scienza edilizia specializzata ha fatto in questo settore progressi decisivi, che attendono una vasta applicazione pratica. Le tendenze più recenti, accolte anche dalla legislazione italiana, non sono favorevoli all'isolamento continuo. Esso infatti finisce per sviluppare nell'individuo sentimenti antisociali; andrebbe quindi limitato ai casi più gravi e al periodo notturno, come fonte di preziosa meditazione, e disgiunto dall'affittività di ambienti tetri e malsani. È necessario anche un perfetto servizio di assistenza sanitaria, affinché il condannato si trovi sempre nelle migliori condizioni per sopportare la punizione. Ciò richiede attrezzature moderne, medici generici e specializzati, case speciali per gli ammalati, onde evitare peggioramenti e contagi. Come misura preventiva a tal fine, e per ovvi motivi di umanità, il nutrimento dev'essere umano e garantire un minimo di calorie sufficiente. La varietà e la sanità del vitto è certo compatibile con l'esigenza che il recluso non abbia a trovare nel carcere condizioni di vita privilegiate, rispetto all'ambiente in cui viveva.
Al centro di tutta l'organizzazione penitenziale stanno quei mezzi predisposti a redimere e rieducare l'individuo. Se è vero che per essere efficaci hanno bisogno di un ambiente favorevole, questi mezzi, che vengono chiamati fattori dell'emenda, non possono confondersi con esso. Già la S. Scrittura mostra il carattere afflittivo del lavoro (Gen. 3, 19); esso è poi un obbligo sociale cui non possono sottrarsi proprio coloro che si sono messi contro la società, ed è un mezzo efficacissimo per combattere l'ozio e la conseguente depressione fisica e morale, nonché per procurare all'organizzazione penitenziaria i mezzi di cui abbisogna, e al recluso la soddisfazione di contribuire al proprio mantenimento, alla propria rieducazione, al proprio ritorno nella società. A questo proposito bisogna insegnare un mestiere a chi ne è privo, far progredire nel proprio chi è già esperto, evitare lo sfruttamento fisico e morale, corrispondere adeguate mercedi, approntare mezzi ed ambienti adatti. L'istruzione, fattore di emenda di primaria importanza, tende ad ingentilire l'animo del condannato, combattendo l'ignoranza, che è una delle cause remote del male. Scuole organizzate, insegnanti preparati ed amorevoli, titoli di studio parificati a quelli ordinari, letture sane ed attraenti, mezzi pedagogici moderni, specie per gli adulti, spesso disavvezzi alla fatica dell'apprendere, sono necessità che s'impongono sempre più. L'assistenza religiosa e le pratiche di culto costituiscono un fattore importantissimo di emenda. Sarebbe errore fondamentale sostituire l'assistenza religiosa con trattamenti psicoanalitici e psicologici: la psicologia infatti non cessa di essere una scienza psicosomatica, spingendosi tutt'al più a studiare gli effetti delle manifestazioni interiori, che sono cosa ben diversa dall'anima e dalla vita soprannaturale. Se si riflette inoltre che il reato è fondamentalmente mancanza di amore dell'uomo verso la società, e spesso è causato dalla mancanza di amore della società verso l'uomo, niente altro, al di fuori della religione e della carità, può riparare a questo difetto
fondamentale. Solo il ministro di Dio, che nel perdono rappresenta Dio stesso, può ridare luce e amore duraturi. La preghiera in comune dei reclusi è quanto di più commovente ed efficace si possa pensare per la loro riabilitazione.
Il problema dei minori costituisce un capitolo particolare dell'esecuzione penale. Senza considerare i mezzi preventivi che la società deve adottare per la migliore formazione dei giovani (v. RECONVENZIONE), è evidente che misure di particolare efficacia debbono tendere alla rieducazione dei minori che indulgono al delitto. In alcune nazioni anglo-sassoni ha avuto notevole applicazione il principio della libertà assistita, che da molti si auspica anche in Italia. In ogni caso, pur restando ferma la responsabilità penale del minore, le case penali per minori non dovrebbero avere l'aspetto di p., e la pena dovrebbe essere privata di ogni afflittività materiale, assumendo un carattere esclusivamente rieducativo. La specializzazione della pena dovrebbe assumere riguardo ai minori un carattere assoluto.
Una notevole funzione sociale è assolta da tutti gli organismi che si occupano dell'assistenza postcarceraria. L'efficacia della pena, che si valuta rispetto al conseguito reinserimento del condannato in una onesta vita sociale, deve essere facilitata, aiutando in tutti i modi il condannato nel suo viaggio di ritorno. Se la società ha la sua parte di responsabilità in molti reati che si commettono, il più perfetto dei sistemi penitenziari non raggiungerà mai appieno il suo scopo, se non sarà completato da un effettivo risanamento morale dell'ambiente sociale.