Tertulliano insegna che noi «pesciolini, simili al "pesce" IXOYC nostro Gesù Cristo, nasciamo nell'acqua e ci salviamo solo restando in essa» (De Baptismo, 1). È evidente che, ponendo IXOYC in luogo di pesce, l'apologista intende l'arco di Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore. Negli affreschi cimiteriali il p. all'amo è rappresentato nella galleria detta «dell'ipogeo dei Flavi» in Domitilla (Wilpert, Pitture, p. 242 sgg. e tav. 7, 1), in Callisto nei due cubicoli A4 e A5; in questo il p. è vicino al miracolo della fonte, nell'altro vicino al Battesimo di Cristo e al paralitico guarito (ibid., p. 243 e tav. 27, 2 e 3). Il p. all'amo è rappresentato in musicaio nella parete di fondo del piccolo mausoleo del sepolcreto vaticano, poi trasformato in cristiano (B. M. Apolloni-Ghetti, A. Ferrara, E. Josi, E. Kirschbaum, Esplorazioni sotto la Confessione di S. Pietro in Vaticano, I, Città del Vaticano 1951, pp. 41-42, e II, tav. XIIa). Il p. all'amo è scolpito in numerosi sarcofagi cristiani, come in tre lateranensi (Wilpert, Sarcofagi, I, p. 17, tavv. 7, 1, 3 e 9, 3), in un frammento in S. Valentino (ibid. e tav. 10, 3), all'esterno dello studio Canova (ibid. e tav. 7, 4), nel Museo Capitolino (ibid. e tav. 10, 4-5), e nel sarcofago di La-Gavolle, ora nella chiesa parrocchiale di Brignole in Provenza.
Il p. alla rete. Il Signore nella parabola della rete disse che «il regno dei cieli è simile alla rete gettata in mare e che ha preso ogni sorta di pesci; quando fu piena i p. la tirarono fuori e sedutissi sulla spiaggia scelsero i buoni nei canestri e buttarono via i cattivi» (Mt. 13, 47 sgg.). Nei sarcofagi cristiani la pesca alla rete fu rappresentata nel sarcofago di S. Maria Antigua (Wilpert, Sarcofagi, I, p. 17, tav. 3, 1) e in un coperchio di sarcofago nella Villa Doria-Pamphili di Roma (ibid., tav. 10, 1). S. Ambrogio dichiara che gli uomini sono pesci che sono pescati dal p. Pietro il quale con il suo amo non uccide, ma vivifica (Heavenor, V, 6, 7).
Il p. simboleggia il ministro che conferisce il Sacramento del Battesimo e il pesce il neofito, come viene dichiarato da S. Paolino di Nola, il quale, scrivendo al vescovo Delfino che lo aveva battezzato, lo chiama Pietro e dice d'essere il pesce da lui tratto dai flutti profondi e amari di questo secolo (Ep., 20: PL 61, 249 sgg.). Infatti il Signore disse a Pietro «non temere, da ora in poi tu sarai p. d'uomini» (Lc. 5, 11). Perciò G. Wilpert ha riconosciuto in Pietro p. all'amo nelle rappresentazioni dei seguenti sarcofagi cristiani: in quello di La Gayolle (Wilpert, Sarcofagi, I, p. 156), in quello del Museo delle Terme (ibid., tav. 62) e il p. alla rete in quello frammentario di Porto Torres in Sardegna, ora nel Museo di Cagliari (ibid., pp. 17 e 185, tav. 141, 2) e nei due frammenti in S. Sebastiano (v. Chiesa, tav. XC). Enrico Josi.