PESCH, HEINRICH

PESCH, HEINRICH. - Gesuita, scrittore di politica sociale e di economia nazionale, n. a Colonia il 17 sett. 1854, m. a Valkenburg il 1° apr. 1926.

Entrato nella Compagnia di Gesù il 10 genn. 1876, dopo aver studiato alla Facoltà teologica di Bonn diritto e scienze sociali, ordinato sacerdote nel 1888, si conosce il sacro interamente a scrivere intorno agli argomenti di economia nazionale. Gli servirono di preparazione le private istruzioni, nel castello di Türmütz, in Boemia (1889) del pubblicista R. Meyer, che tentò invano di attirarlo alle sue teorie del socialismo di Stato; le constatazioni personali raccolte in viaggi in Inghilterra e nel Belgio; l'attività di direttore spirituale nel Seminario di Magonza, dove fervevano gli studi sociali (1892-1901); i nuovi studi intrapresi, quasi quarantenne, sotto A. Wagner, all'Università di Berlino (1901-1903), confuso fra i giovani studenti. Da Berlino passò a Lussemburgo, collaboratore alle Stimmen aus Maria Laach e nel 1910 ritornò a Berlino, presso le Suore del Buon Pastore, a Marienfeld, dove poté finire la sua opera principale. Negli anni di Magonza aveva pubblicato: Liberalismus, Sozialismus und christliche Gesellschaftsordnung (2 voll., Friburgo in Br. 1893-1900; 2a ed., ivi 1901), studio sistematico delle relazioni del pensiero sociale cattolico con le altre due correnti, allora dominanti; da Berlino uscì il suo capolavoro: Lehrbuch der Nationalökonomie (5 voll., ivi 1905-1907), che suscitò il massimo interesse, essendo il primo lavoro moderno di economia, ispirato al cattolico, indipendente dalle teorie in voga nelle scuole e pur fondato su tutte le esperienze scientifiche e pratiche, sfruttate dagli altri. In esso espone e difende il suo sistema sociale, da lui stesso chiamato «solidarismo cristiano»; il bene- sere sociale collettivo deve necessariamente fondarsi su una concezione organica della società, cioè sulla interdipendenza e solidarietà dei vari gruppi sociali; non l'individuo, preso da solo, né la società, presa da sola, procureranno questo benessere; ma i due elementi accordano armonicamente insieme. L'individuo è anche per la società e la società è anche per l'individuo; sarà quindi necessario un ordinamento sociale, in cui la libera attività dei singoli sia armonizzata con il bene comune; gli interessi dei lavoratori con quelli dei datori di lavoro; i altri termini, occorre socializzare non gli strumenti del lavoro, ma gli uomini. Dopo la prima guerra mondiale altre occasioni si offrirono al P. di orientare gli spiriti in mezzo alle nuove tendenze sociali, che insorgevano; perciò pubblicò, servendosi generalmente del materiale del Lehrbuch: Solidarisierung (ivi 1919); Christlicher Solidarismus und soziales Arbeitsystem (ivi 1924); Des wissenschaftlichen Sozialismus Irrgang und Ende (ivi 1924), ecc.

Bibl.: autobiogr. in Volkswirtschaftslehre der Gegenwart, 1 (1924), pp. 191-208; Necrologio, in La scuola catt., 6a serie, 7 (1926), pp. 308-99. Studi: W. Haurand, Das nationalökonom. System von H. P. in seinen Grundzügen dargestellt, Colonia 1922; H. Lechatpe, Der christl. Solidarismus, 3a ed., ivi 1922; G. Beyer, H. P., Ein Kapitel kath. Sozialökonomik, in Die Gesellschaft, 1926, pp. 320-28; F. Reeder, Die Grundlagen der Wirtschaftstheorie H. P., in Jahrbuch für Nationalökonomie und Statistik, 3a serie, 74 (1928), pp. 747-60; H. Lechatpe, s. V. in Staatslexikon, IV, pp. 132-35; G. Briefs, s. V. in Encyc. of the social science, XII, pp. 91-92. Celestino Testone