PIRRONISMO

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PIRRONISMO. - È l'indirizzo che fece capo alla dottrina scettica di Pirrone di Elide (360-270 a. C. ca.). Esso si compendiò nella tesi secondo cui nulla si può conoscere, e quindi bisogna dubitare di tutto e astenersi da qualsiasi giudizio su qualsiasi oggetto. L'erede (trattenere l'assenso) e il relativo nome è oggi sono i termini greci denotati questo atteggiamento (cf. Diog. Laerzio, Prooem., 16; IX, 76).

Discepoli immediati di Pirrone (che trasmise il suo pensiero solo oralmente) furono Filone di Atene (data incerta), Nausifane di Teo (n. ca. il 360 a. C.), e il famoso Timone di Filune (ca. 320-230 a. C.), vero prophytos dello scetticismo, che nelle poesie burlesche dette Σύλοι derise i filosofi dogmatici ed esaltò il maestro, e negli 'Ινδάλμοι ribadì la concezione pirroniana. Alla scespi gnoseologica si unisce strettamente in Timone, come in Pirrone, l'ideale etico dell'atarassia, cioè dell'imperturbabilità dell'anima. Difatti, l'assensione da ogni giudizio teoretico porta, secondo gli scettici, a considerare tutte le cose come indifferenti nella sfera pratica. L'αταρξία è una conseguenza e quasi un'ombra dell'εποχή (Diog. Laerzio, IX, 107). Con Timone si può dir che finisca la scuola pirroniana originaria; e il pensiero scettico fiorisce invece in forma meno radicale nella media e nuova Accademia. Il p. integrale fì ripreso dalla nuova scuola scettica (dagli ultimi tempi della Repubblica al II sec. d. C.): il primo suo rappresentante (o per lo meno il primo che sia noto) fu Enesidemo di Cnossos (ca. nell'età ciceroniana) autore di Πυρρώνεισι λόγοι (Discorsi pirroniani) in otto libri, di una 'Υποτυπώσεις είς τα Πυρρώνεισι (Schizzo delle teorie pirroniane) e di altre opere, e particolarmente notevole per aver enunciato i dieci argomenti fondamentali (τρόποι, cioè « modi » della εποχή: cf. Sesto Empirico, Pyrrh.

Hypot., I, 36) dello scetticismo. In seguito, la scuola fu rappresentata da Agrippa (sec. I d. c.) che condusse i motivi del dubbio universale in cinque anziché in dieci tropi (ibid., I, 164), Sesto Empirico (v.), i cui scritti filosofici contengono un'ampia presentazione polemica del p. Nel medioevo il p. non fu punto conosciuto. Riscoperto con il Rinascimento, esercitò grande influsso sui vari pensatori (fra cui M. de Montaigne e lo Charron nel sec. XVI e P. Bayle nel sec. XVII) e la parola fu adoperata come sinonimo di scetticismo (v.).

BIBL.: Überweg, I, p. 461 sgg., 581 sgg., e append. 140*, 183*. Per indicazioni particolari V. CRITICISMO. Raffaello Del Re