PLANCK, MAX

PLANCK, Max. - Pensatore e scienziato, n. a Kiel il 23 apr. 1858, m. a Gottinga il 4 ott. 1947.

Succedette nel 1887 a G. R. Kirchhoff nella cattedra di Berlino, e nel 1907 a L. Boltzmann nella cattedra di Vienna. Fu premio Nobel per la fisica (1918) e accademico pontificio (1936).

Si occupò soprattutto di termodinamica. Ma è celebre per la teoria dei quanta (v. dei). In filosofia P. ammette l’esistenza di un mondo reale; la scienza parola alla conoscenza di esso, eliminando antropomorfismi delle nostre sensazioni, benché non possa mai riuscirvi contemporaneamente (La conoscenza del mondo fisico, trad. II. di E. Persico, 3a ed., Torino 1943, pp. 9, 42, 155, 188, ecc.). P. è contrario all’indeterminismo (ibid., pp. 127, 237). Afferma che «scienza e religione non sono in contrasto ma hanno bisogno l’una dell’altra per completarsi nella mente di un uomo che pensa seriamente» (ibid., p. 137). «La scienza conduce dunque a un punto oltre il quale non ci può guidare» e l’uomo «giunto a questo punto è quindi necessitato a cercare un’altra guida, che non trova se non ... sostituendo alla conoscenza scientifica la fede religiosa» (ibid., p. 135).

BIBL.: H. Hartmann, M. P. als Mensch und Denker, Berlin 1938; B. van Hagen, Il padre della fisica moderna, in Humanitas, 2 (1948), pp. 30-40. Altre indicazioni in G. A. De Brie, Bibliographia philo. 1934-45, I, Bruxelles 1950, p. 545. Rosberto Masi