PLANTIN, CHRISTOPHE. - Uno dei più insigni ed attivi stampatori del sec. XVI, creatore di una azienda tipografico-editoriale durata oltre 3 secoli, e, dal 1876, trasformata in Museo.
N. nelle vicinanze di Tours intorno al 1520, si stabilì ad Anversa, dapprima come legatore e libraio, poi iniziando, dal 1555, un’attività tipografica che doveva presto assumere ad importanza europea e conquistare largamente il mercato librario. Il primo libro impresso dal P. è un testo italiano di G. M. Bruto, La istituzione di una fanciulla nata nobilmente, con traduzione francese (Anversa 1555, in-12°, cc. 60), cui seguirono, sempre più numerose, opere di classici, di poeti francesi, teologiche e liturgiche. Fra gli anni 1562-63 l’officina subì una crisi per accuse di eresia formulate contro il P., ma presto si riprese e il decennio 1563-73 è da ritenersi il più saliente per la produzione plantiniana, nella quale, oltre ai bei caratteri romani, vengono ad aggiungersi le illustrazioni di cui abbondano le edizioni del P. costituenti una copiosa serie dei migliori «figurati» del tempo. Basterà citare fra essi gli Emblemata di G. Sambucus (Janos Zsambok) del 1564 e di A. Alciato del 1565 e l’opera massima del P., la Bibbia poliglotta stampata dal 1569 al 1573 in 8 voll. ampiamente illustrata da magnifiche incisioni in rame. Ma il grave sforzo finanziario sostenuto ebbe sfavorevoli ripercussioni sull’azienda e indusse il P. a stampare poi quasi unicamente opere liturgiche (messali, breviari, antifonari) di cui ottenne privilegi per vari Stati del Filippo II di Spagna, che lo ebbe sempre in grande consi- derazione. Nel 1576, a causa dell’acuirsi delle guerre di religione, fu costretto ad emigrare a Leida con parte dell’officina, lasciando ad Anversa i generi Franz Raphelen- gius (1539-96) e Jan Moretus e Moerentorf (1543-1610). A Leida fu al servizio di quella Università stampando edizioni di classici, opere scientifiche e in particolar modo opere di vari docenti fra cui quelle del filologo Joest Lips (Justus Lipsius). Rientrato ad Anversa nel 1585, attese a riorganizzare l’azienda dissestata, ma non poté vedere che i primi segni della ripresa venendo a morte nel 1589. La gloriosa stamperia ebbe degni continuatori nei predetti generi, ma particolarmente ad opera del Moretus che divenne capostipite di una feconda dinastia di stampatori succedutisi ininterrottamente fino ad Edouardus-Hyacinthus Moretus (1804-80), che, nel 1875, cedette alla città di Anversa la stamperia con l’intera attrezzatura (fonderia, legni e rami incisi, archivio e la serie completa delle edizioni del P.) per la creazione dell’attuale Museum P.-Moretus, forse il più importante dedicato all’arte della stampa. Al P. si assegnano approssimativamente ca. 1600 edizioni con una grande varietà di testi. La maggior parte si presenta con notevole perfezione grafica e riccamente illustrata con silografie e rami, ragione non ultima della loro enorme diffusione e apprezzamento in tutta l’Europa colta del tempo.
PLATI

Platina, Bartolomeo - Registro dei prestiti. Autografo del P. Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 3964.
NA, BARTOLOMEO - Registro dei prestiti, Autografo del P. Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 3964.

Plantin, Christophe - Ritratto a 74 anni. Incisione in rame.
PLANUDES MAXIMOS - PLATINA
PLATA (1a) o CHARCAS, DIOCESI di: V. SUCRE, DIOCESI di.