PORCIO FESTO

PORCIO FESTO. - Procuratore della Giudea dal 60 al 61-62 d. C. (date di U. Holzmeister), di cui parlano Act. 24, 27-27, 1. È lodato per la sua attitudine ed abilità. Giunto a Cesarea nell'estate, dopo FELICE M (v.), vi trovò Paolo prigioniero (ibid. 24, 27).

Salito dopo tre giorni a Gerusalemme, i maggiorenti giudei gli chiesero di tradurre colà l'imputato, sperando di riuscire a sopprimerlo con un agguato lungo il tragitto. P. F. invitò gli accusatori al suo tribunale di Cesarea, dove essi moltiplicavano invano accuse che non potevano provare. Alla richiesta di P. F. a Paolo se voleva salire a Gerusalemme per essere colà giudicato dal sindaco in sua presenza, l'Apostolo rispose: «Sto al tribunale di Cesare: qui mi si deve giudicare... Appello a Cesare». P. F., dopo aver conferito con il suo Consiglio, rispose: «Appellasti a Cesare, a Cesare andrai!» (Act. 25, 10-12).

Essendo giunti nel frattempo a Cesarea Agrippa II (v.) BERNICE (v.), P. F. li pregò di ascoltare Paolo, onde avere informazioni per l'eloquium da inviare con il prigioniero a Nerone. Udendo Paolo, al termine della sua apologia, parlare di risurrezione dei morti, P. F. gli disse bonariamente: «Paolo, impazzisci! I molti libri ti fanno andare in pazzia!». E Paolo: «Non impazzisco, eccellentissimo Festo, bensì pronuncio parole di verità e di saggezza!» (Act. 26, 24-25). Nell'autunno del 60 P. F. affidò Paolo al centurione Giulio, perché lo conducesse a Roma.

Si discute sull'anno d'inizio dell'ufficio di P. F., importante per la cronologia di s. Paolo. Attualmente la maggioranza degli studiosi si accorda per l'anno 60 d. C. Anche G. Ricciotti, che nella Storia d'Israele (II, Torino 1934, § 414) fissava tale data a' 62, ora, in Paolo Apostolo (Roma 1946, p. 146), preferisce il 60 P. F., nel suo breve governo, durato poco più di un anno, ristabilì l'ordine pubblico turbato da bande di sicari che pugnalavano,

saccheggiavano, incendiavano dovunque. Tronco pure la sedizione di un falso messia che attirava le turbe nel deserto, uccidendolo con i suoi adepti. Mori ancora in Albino (v.).

BIBL.: U. Holzmäster, Historia aetatis Novi Testamenti, Roma 1932, pp. 117-25 (trad. II. e rimaneggiamento di C. Zedda, Torino 1950, pp. 106-112).