Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Sacra Scrittura

PRETORIO

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PRETORIO. - Etimologicamente, è il luogo dove il pretore romano stabiliva l'ufficio di giudice.

In origine, negli accampamenti mobili, era la tenda del generale in capo; poi, nelle guarnigioni, un complesso di edifici, a due o più cortili, dove era la residenza o abitazione del pretore con gli uffici militari, civili e giudiziari. Gli arredi necessari erano: il tribunale (βῆμα), specie di predella semicircolare di notevole ampiezza ma tale da potersi trasportare e impiantare in luogo opportuno, ed il seggio curule, posto al centro della predella. Il funzionario romano, assiso sul seggio e circondato dai suoi consiglieri, posti ai lati del semicerchio, dirigeva il processo, avendo davanti a sé gli imputati, gli accusatori, i testimoni e i difensori. Nessun edificio speciale era dunque richiesto per il giudizio; il p. era il luogo permanente o provvisorio dove il funzionario romano poneva il tribunale.

Gli Evangelisti, narrando il processo di Gesù al tribunale di Pilato, specificano soltanto che la sentenza fu pronunciata dal tribunale o βῆμα posto sul lithostratos (v.). Quando il procuratore, che risiedeva a Cesarea nel Palazzo di Erode (πρωταγόριον Ἡρώβου, Act. 25, 5), si recava a Gerusalemme, prendeva dimora nel Palazzo costruito da Erode nella città alta, all'ovest dell'attuale porta di Giaffa (cf. Filone, Legatio ad Caium, 38; Flavio Giuseppe, Bell. Iud., II, 14, 8; XX, 5, 3), ed eccezionalmente nella città bassa, nella fortezza Antonia (v.), dominante dal nord la spianata del Tempio (Antiq. Iud., I, 4, 3; Act. 21, 47).

La primitiva tradizione cristiana non sembra però che abbia adottato né l'uno né l'altro posto, fissando invece il p. nella valle del Tyropeion che separa le due città (cf. Pellegrino di Bordeaux, dell'a. 333), dove nel sec. v fu elevata la « chiesa di Pilato » (Pietro Iberico, ca. il 500), detta poi nel sec. vi « chiesa di S. Sofia » (Teodosio, ca. il 530). Nel medioevo i ricordi, dapprima fluttuanti e divisi fra il Monte Sion e le vicinanze del Tempio, finirono per fissarsi nel sec. XIII all'Antonia presso l'arco dell'Ecce Homo (v.), nelle cui vicinanze fu scoperto un grande lastricato creduto il lithostratos in cui fu giudicato Nostro Signore e da dove ha inizio la Via Crucis.

Bibliografia3 opere
BIBL.: H. Vincent-F. M. Abel, Jérusalem nouvelle, II, Parigi 1914, pp. 562-86; H. Vincent, L'Antonia et le prétoire, in Revue biblique, 42 (1933), pp. 82-113; D. Baldi, Enchiridion Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935, nn. 905-25.

Donato Baldi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), col. 1989.

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vol. 9, coll. 1989–1990

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Baldi, Donato. “Pretorio.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, col. 1989. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/pretorio.

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Baldi, Donato. “Pretorio.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, col. 1989. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/pretorio.

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