Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Sacra Scrittura Particolari

PROSELITO

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PROSELITO. - Fedele di origine non israelitica che aveva abbracciato la religione mosaica (προσέλωτος « sopraggiunto, aggiunto »). Filone (v.) considera la legge ebraica atta a fare del proselitismo in quanto è libera da limiti nazionali: barbari e Greci si convertono all'ebraismo (De vita Mos.). Fa riscontro Seneca: « Cum interim usque eo sceleratissimae gentis consuetudo valuit, ut per omnes iam terras recepta sit; victi victoribus leges dederunt ». I p., spesso detti φοβούμενος (ο σεβόμενος) τὸν θεόν (Act. 10,2; 13, 16) sono fra i primi adepti di s. Paolo. Flavio Giuseppe parla dell'espansione del proselitismo giudaico, ma anche del suo arresto, dovuto probabilmente alla caduta di Gerusalemme e all'apostolato di s. Paolo. Poppea, moglie di Nerone, era favorevole agli Ebrei. P. veri e propri furono il re Izate d'Adiabene (Assiria) e sua madre Elena.

Idee universalistiche sono espresse in Ps. 36, 6-8; 93; 95-100; 145, e nella letteratura sapienziale. Ma dal 70 d. C. in poi prevalsero nel giudaismo le tendenze nazionali su quelle universalistiche. Sotto Hillél (v.), che insegnava: « Ama le creature e conducie alla Legge », si crede entrato in uso il verbo gijjár (gér « straniero » dimorante nel paese) « fare di qualcuno un p. » cioè convertirlo. Fu istituita una benedizione speciale per i p. ed inserita nelle «Diciotto benedizioni» (v. SEMONEH 'BÄREH); ma defezioni da parte di p. raffreddarono poi l'entusiasmo per il proselitismo.

L'atto di conversione presuppone un corso d'istruzione religiosa, l'invito alla riflessione sull'importanza del passo, il compimento del bagno rituale sotto gli occhi di testimoni, e per gli uomini il rito della circoscisione. Siccome il p. non aveva un padre ebreo, veniva designato «figlio del nostro patriarca Abramo» e considerato «p. di giustizia» a differenza del p. interessato o falso. I p. «di giustizia» partecipavano al banchetto pasquale, potevano offrire sacrifici compiendo il rito dell'imposizione delle mani, andavano aiutati e amati; i «p. falsi» erano considerati una piaga per Israele.

Bibliografia3 opere
BIBL.: F. Goldmann, Proselyt, in Jüdisches Lexikon. IV (1930), coll. 1146-51; J. Bonsirven, Le judaïsme palestinien au temps de Jésus-Christ, I-II, Parigi 1934-35, v. indice; W. Bousset, Die Religion des Judentums im späthellenistischen Zeitalter, 3ª ed. di H. Gressmann, Tubinga 1936, v. indice.

Eugenio Zolli

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Di Eugenio Zolli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 158–159.

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Zolli, Eugenio. “Proselito.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 158–159. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/proselito.

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Zolli, Eugenio. “Proselito.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 158–159. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/proselito.

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