Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953

PROCURATORE (PROCURATOR)

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PROCURATORE (procurator). - Nome che designa alcuni funzionari del periodo imperiale romano.

La loro istituzione risale ad Augusto, che aveva preposto procuratores Augusti, di rango equestre, ad alcuni uffici e procuratores, scelti fra i liberti, all'amministrazione finanziaria imperiale.

Successivamente, peraltro, tutti i p. si trasformarono in pubblici funzionari, tratti quasi esclusivamente, a partire da Adriano, dall'ordine equestre. Se ne trovano preposti alle sezioni della cancelleria del princeps (ab epistulis, a rationibus, a libellis, ecc.), all'amministrazione finanziaria delle province imperiali, alla direzione di vari servizi nella città di Roma (p. aguarum, civorum, operum publicorum, ecc.). I più importanti sono però quelli posti a capo degli Stati annessi da Roma senza l'erezione a provincia (cosiddette regioni o province procuratorie). Ad essi competivano i poteri dei governatori provinciali, che, talvolta, esercitavano anche in sostituzione di un funzionario di rango più elevato, con il titolo di p. vice praesidis. Venivano nominati dall'imperatore con un codicillus. Nel sec. II sono distinti in quattro categorie, a seconda del trattamento economico. Competono loro, nelle varie epoche, i titoli di vir perfectissimus, eminentissimus, egregius.

Bibliografia4 opere
BIBL.: T. Mommsen, Römischen Staatrecht, II, 3ª ed., Lipsia 1887, pp. 247, 838; O. Hirschfeld, Die haiserlichen Verwaltungsbeamten bis auf Diocletian, 3ª ed., Berlino 1905, pp. 458, 478 sgg., 570; P. de Francisci, Storia del diritto romano, II, 1, Milano 1938, pp. 380, 382, 406; G. Scherillo - A. Dell'Oro, Storia del diritto romano, ivi 1950, pp. 309, 311 sgg., 318 sgg.

Rodolfo Danieli

Nella Giudea (v.) del sec. 1 d. C., divenuta provincia romana, il governo era affidato a un p. (ἐπίτροπος, nel Nuovo Testamento detto genericamente ἡγεμῶν) che normalmente esercitava il suo ufficio in forma autonoma, ma nelle questioni più gravi dipendeva dal legato della Siria (v.). Così si conciliano certe espressioni apparentemente contraddittorie di Flavio Giuseppe (Holzmeister [v. bibl.], p. 79).

I p. risiedevano normalmente a Cesarea Marittima, nel Palazzo di Erode; si recavano a Gerusalemme nelle feste principali, quando v'era pericolo per l'ordine pubblico. Comandavano l'esercito costituito da 5 coorti (ca. 3000 uomini), una delle quali era accasermata a Gerusalemme, nella torre Antonia (v.), riscuotevano i tributi per mezzo dei pubblicani ed esercitavano il potere giudiziario con il diritto di condannare a morte (ius gladii) negato al sinedrio (v.). Nominavano e deponevano i sommi sacerdoti, ne custodivano le vesti sacre, esigevano giuramenti di fedeltà all'imperatore.

Il potere dei p. era però limitato dalle competenze del sinedrio e delle autorità locali, nonché dai privilegi concessi dai Romani agli Ebrei, quali l'esenzione dal servizio militare, dal culto all'imperatore, dall'introduzione in Gerusalemme di statue e di simboli imperiali.

Dai testi di Flavio Giuseppe e di Filone Alessandrino si può ricostruire la serie dei p. della Giudea e fissarne la cronologia approssimativa. Si rimanda per i singoli p. alle voci che li riguardano. Qui se ne riferiscono l'elenco e le date stabilite dall'accurato studio di U. Holzmeister (pp. 91 e 117).

Dal 6 al 41 d. C. si succedettero: Coponio (6-ca. 9); Marco Ambivio, da leggere forse Ambibulo (ca. 9-ca. 12); Annio Rufo (ca. 12-15); Valerio Grato (12-26); Ponzio Pilato (26-36); Marcello (36-7); Marullo (7-41).

Dopo il Regno di Erode Agrippa I (v.), dal 44 al 66 d. C., si succedettero: Cuspio Fado (44-7); Tiberio Alessandro (?-7 [48?]); Ventidio Cumano (?-52/53); Antonio Felice (52/53-60); Porcio Festo (60/61-62); Lucccio Albino (62-64/65); Gessio Floro (64/65-66). Segue la guerra giudaica, conclusa nel 70 con la conquista di Gerusalemme da parte di Tito (v.).

Bibliografia4 opere
BIBL.: fonti principali: le opere di Flavio Giuseppe (v.) e di Filone Alessandrino (v.). Per Ponzio Pilato anche i Vangeli, per Felice e Festo anche gli Atti degli Apostoli. Studi: A. France, Les procureurs de Judée, Parigi 1902; U. Holzmeister, Hist. aetatis Novi Test., Roma 1932, pp. 78-138 (con ampia bibl.; trad. it. Torino 1950, pp. 70-133); G. Ricciotti, Storia d'Israele, II, Torino 1934, pp. 314-69.

Pietro De Ambroggi

Informazioni sulla voce

Di Rodolfo Danieli, Pietro De Ambroggi

Fonte Rodolfo Danieli: firma a stampa; Pietro De Ambroggi: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 86–87.

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Danieli, Rodolfo, and Pietro De Ambroggi. “Procuratore (Procurator).” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 86–87. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/procuratore-procurator.

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Danieli, Rodolfo, and Pietro De Ambroggi. “Procuratore (Procurator).” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 86–87. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/procuratore-procurator.

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