PURIFICAZIONE

PURIFICAZIONE. - Ha lustrazione (v.) e come questa ha lo scopo di rendere le cose e le persone atte ad entrare in contatto con ciò che è sacro o consacrandole, o purificandole o preservandole da eventuali cattivi influssi. E poiché il passaggio dal sacro al profano (come quello dal profano al sacro) va compiuto con le dovute cautele, il vocabolario « purificare » vale anche « desecrare » e lo si adopera, ad es., nella liturgia cattolica per riportare all'uso comune oggetti che sono stati a contatto con cose sacre; così si dice purificare il calice dopo la consumazione delle sacre Specie; purificatorio si chiama il fazzolettino di tela per l'astensione del calice stesso; p. delle dita è quella che il sacerdote compie alla fine dell'azione sacrificale e tutte le volte che ha direttamente toccato il S. mo Sacramento.

Questo senso speciale, escludente la sacralità dell'oggetto « puro », era noto ai giuristi romani; Ulpiano (D. 7, 2-4) chiama « puro » quel luogo « qui nec sanctus, nec sacer, nec religiosus est » cioè su cui non grava nessuna prescrizione sacrale che ne impedisca l'uso profano.

BIBL.: V. LUSTRAZIONE.