LUSTRAZIONE

LUSTRAZIONE. — Dal lat. lustro «rischiaro» e quindi «purifico», è la purificazione di cose e persone. Questa può essere richiesta: o in vista di una destinazione sacra dell'oggetto o della persona (l. consecratoria), in quanto il mondo del «sacro» e il mondo del «profano» sono rigorosamente separati, e il passaggio dall'uno all'altro non può avvenire senza una congrua preparazione; o per riparare a una poluzione di qualsiasi genere che riconduca allo stato normale la cosa o la persona inquinata (l. espiatoria); o per prevenire e neutralizzare in radice i possibili mali influssi che possono infestare una persona o un luogo (l. preventiva).

La l. consecratoria è quella che rende idonea al sacrificio la vittima da immolare o all'esercizio del suo particolare ufficio il sacerdote o l'oggetto destinato all'uso sacro; essa si compie mediante abluzioni di acqua, sospensione di sostanze purificatrici della vittima sacrificale (orzo e sale in Grecia e in Roma, burro in India); la l. espiatoria si compie con sospensione di sangue di una vittima a ciò destinata (p. es., il porco in Grecia, il montone in Babilonia, il capro in Israele); la l. circumambulazione (v.) del luogo o dell'oggetto da preservare, con l'aspersione o l'immersione in acqua, con fumigazioni di piante resine, con il sale che preserva e conserva, con il fuoco che illumina e riscalda e che esige la purità rituale di chi lo custodisce o della materia che lo alimenta. Dalla solenne circumambulazione lustratoria quinquennale compiuta in Roma dal censore, intorno al popolo riunito come esercito nel Campo Marzio, è derivato il vocabolo «lustro» per indicare un periodo di cinque anni.

Bibl.: M. Ninck, Die Bedeutung des Wassers im Kult und Leben der Alten, Lipsia 1921; G. Van den Leeuw, Phänomenologie der Religion, Tubinga 1933, pp. 39-46. Nicola Turchi

LUSTRAZIONE - Cerimonia Iustrale di rito egiziano con acqua del Nilo. Dipinto proveniente da Pompei - Napoli, Museo nazionale.