MAHÀVIRA. - M., « Grande eroe », è il titolo dato dai suoi correligionari a Vardhamàna, Jainismo (v.), sebbene sia soltanto il riformatore di un ordine monastico, fondato da Pàràva ca. 250 anni prima.
La riforma consiste in un masprimento della regola, alla quale M. aggiunse il divieto di possedere qualunque cosa, e la pratica della nudità assoluta. L'epiteto di M., suggerito dall'eroismo con il quale Vardhamàna sostenne le più dure mortificazioni ascetiche, fu poi associato con quello di Jina, « il Trionfatore » (del mondo e delle sue passioni), da cui derivano le parole jaina, « seguace del Jina » e jainismo, la religione giaina. I Pàràvit si chiamavano invece Nirgrantha, « Svincolati » (dagli interessi mondani), e però M. è designato dalle fonti buddhiste con il nome pâli di Nigantho Nàtaputto, « lo Svincolato, figlio del Nàta », cioè di Siddhàrtha, il capo (râjâ, rex) della città di Kundapura, oggi Basukund nel territorio di Vais'ālī, l'odierna Besàrh, capitale del Videha o Tirhut. I Nàta (sanskrito Jââtr) appartenevano alla nobiltà militare; quando Siddhàrtha morì, gli succedette nel governo il figlio maggiore Nandivardhana, e Vardhamàna, che era il secondogenito, e aveva moglie e una figliuola, abbandonò la famiglia in età di 28 anni, seguendo, Buddha (v.) la vocazione monastica. Passò dodici anni alternando la meditazione con lunghi digiuni e austere penitenze, finché nell'anno XIII raggiunse la perfetta conoscenza (kevalojhâna) e fu considerato un trionfatore spirituale ed un santo. M. dedicò gli ultimi trent'anni della sua vita all'istruzione dei discepoli e alla propaganda religiosa nel Magadha, nel Videha e nel Kosala, cioè nella provincia di Oudh e nel Behar. Morì settantaduenne a Pàvâ, oggi Pàvâpuri, presso Patna. La data della morte è controversa; la più probabile è il 477 a. C., dalla quale si deduce che M. era nato nel 549.
BIBLI: V. JAINISMO.
Ferdinando Belloni Filippi