Ricollegato, quanto all'origine, al quaestor Augusti del principato o al vicarius a consiliis sacris, ha l'appellativo di illustris ed è il consigliere e ministro dell'imperatore in quanto questi è la fonte del diritto; la Notitia Dignitatum dice che dipendono dal q. s. p. le leges dictandae e le preces, cioè le manifestazioni della volontà imperiale, la quale si estrinseca in leggi, ordinanze e nelle risposte ai ricorsi dei privati.
Il q. s. p. deve essere perciò perito nel diritto e dotato di cultura letteraria, perché i documenti emanati dal suo ufficio abbiano una forma anche stilisticamente degna. Egli non ha una propria cancelleria, ma trae i suoi collaboratori magister officiorum (v.), con il quale si alterna, nelle varie epoche, al primo posto nell'ordine delle precedenze di corte. È a lui sottoposto un laterculensis incaricato della tenuta del ruolo dei funzionari imperiali di rango inferiore. Talvolta gli è delegata la giurisdizione in alcuni processi.