RANDI, LORENZO ILARIONE. - Cardinale, n. a Bagnacavallo (Faenza) il 18 luglio 1818, m. a Roma il 20 dic. 1887. Entrato in prelatura per darsi alla carriera amministrativa statale, vi si affermò brillantemente, grazie anche alla protezione del card. Antonelli, ed ebbe il merito d'avviare a rapida soluzione l'arduo problema dell'apertura d'una buona rete ferroviaria nello Stato pontificio.
Commissario straordinario e delegato apostolico nelle Marche e nelle provincie di Pesaro ed Urbino (1856), seppe con abilità ed astuzia sventare, specialmente ad Ancona, ogni conato rivoluzionario nel fortunoso 1859.
L'opera svolta in frangenti tanto difficili ne rese agevole l'ascesa alle cariche di vice-camerlengo di S. Romana Chiesa, di governatore di Roma e di direttore generale di polizia (giugno 1866); al R. si dovette, così, la salvaguardia dell'ordine pubblico nella crisi dell'autunno 1867 con il completo fallimento delle vaste trame pseudo-insurrezionali allora ordite, mentre nel corso degli avvenimenti estremi del 1870 rimase fedele e vigile al suo posto sino all'ultima ora della mattina del 20 sett., trasferendo le carte più gelose del dicastero cui era preposto.
Pio IX, nel Concistoro del 15 marzo 1875, lo creò cardinale in petto e lo pubblicò il successivo 17 sett. col titolo diaconale di S. Maria in Cosmedin.
Valente e profondo cultore di numismatica, trascorse gli ultimi anni a Palazzo Taverna completando quella
(da Encyclopidie photographique de l'art, Le Nuitè du Caire. Ed. Tels. Bib. tav. 127, Ramses II - Busto di R. II. 16 anni di guerre contro i ribelli, finché fece (1290) un trattato di pace e di amicizia col nuovo re hittita Hattušil, trattato di cui rimane il testo geroglifico in una iscrizione de
sua preziosa raccolta di monete e medaglie pontificie che acquisita da Leone XIII nel 1901, rinnovò il Gabinetto numismatico della Biblioteca Vaticana, le cui collezioni erano già state in gran parte disperse nel corso delle occupazioni giacobina e napoleonica.
