Dopo lunghi anni d'insegnamento della filosofia, della dogmatica e soprattutto della morale, fu chiamato a Roma come revisore generale dei libri e prefetto degli studi al Collegio Germanico. Nella grande controversia sulla liceità dell'uso delle opinioni probabili sostenne e difese un probabilismo moderato nell'opera: Controversia theologica tripartita de recto usio opinionum probabilium, in confutazione dell'opera del generale Tirso González; ma i censori ne proibirono la stampa; né egli, per quanto insistesse, riuscì ad ottenere il permesso di pubblicarla; solo dopo la morte del generale (pare però che già se ne fosse cominciata la stampa a Dillingen nel 1693; ma fu interrotta e l'opera non uscì) poté svolgere le sue idee in un'altra opera: Norma recti (Ingolstadt 1713) che costituisce la sua opera principale. In questa parte incline all'equiprobabilismo; ma con ciò, contro l'asserzione dell'Astrain, seguito dal Pastor, non ne lo si può considerare come il fondatore.

fosse cominciata la stampa a Dillingen nel 1693; ma fu interrotta e l'opera non uscì) poté svolgere le sue idee in un'altra opera: Norma recti (Ingolstadt 1713) che costituisce la sua opera principale. In questa parte incline all'equiprobabilismo; ma con ciò, contro l'asserzione dell'Astrain, seguito dal Pastor, non ne lo si può considerare come il fondatore.
(da E. Lo Gatto, L'opera del genio italiano all'estero. Gli artisti in Russia, II, Roma 202, loc. 77; Rastrelli, Bartolomeo Francesco - Il complesso degli edifici centrali del monastero Smolnyi - Pietroburgo, oggi Leningrado.
Rastrelli, Bartolomeo Francesco. - Il complesso degli edifici centrali del monastero Smolnyj - Pietroburgo, oggi Leningrado.
Sono suoi capolavori: il Palazzo d'inverno, quello di Tzar- skoe Selo, i Palazzi Razumovskij, Stroganov e Vorontzov, il convento Smolnij di Pietroburgo, la cattedrale di S. Andrea a Kiev. Nel Palazzo d'inverno si notano le tracce del soggiorno romano dell'artista nelle proporzioni grandiose e solenni dell'edificio, specialmente nelle due ali laterali, sporgenti. Moltissimi sono i palazzi privati costruiti dal R., famosi per le facciate adorne di ricchissime colonne e pilastri.
L'architettura religiosa russa subì anche l'influsso dell'arte rastrelliana, rinnovandosi nelle sue tendenze principali. R. seppe trarre ispirazione dalle chiese occidentali, pure conservando alle nuove cattedrali russe il loro carattere tradizionale e nazionale, le cinque cupole e le altre particolarità architettoniche e decorative. Suo capolavoro del genere fu il convento Smolnij, costruito a scopo di pio ritiro per gli esercizi spirituali. Importante è pure la citata cattedrale di S. Andrea a Kiev, costruita nel 1744 e consacrata nel 1767; sormontata da cupola a quattro lanterroni, lussuosamente decorata nell'interno, è un saggio del barocco trapiantato sul suolo russo.
R. fece epoca nello sviluppo artistico di tutta la Russia; alla sua scuola si formarono molti architetti russi, che seppero degnamente continuare la sua opera, diffondendo in Russia l'arte e la cultura occidentali.
RATDOLT, ERHARD. - Tipografo e libraio tedesco, n. ad Augsburg nel 1447, m. in patria nel 1527 o 1528.
Giovinetto, nel 1462 si recò a Venezia dove rimase sino al 1486, dapprima associato con Bernardo «Maler» (Pictor) e Pietro Löselin (1476-78), poi da solo (1480-86). Dal 1486, ritornato in patria su invito del vescovo Johann von Werdenberg, continuò a stampare fino al 1522.
Figura preminente fra i tipografi del sec. XV, usò caratteri eleganti e diede impulso al libro ornato di belle e ricche cornici e graziosi capilette silografici, talvolta impressi a più colori. La sua produzione annovera libri di matematica, astronomia, storia, ma riguarda prevalentemente libri liturgici (breviari e messali) che forniva a numerose diocesi, sempre stampati con vero senso d'arte. Fra le sue stampe vanno ricordate: le edizioni, latina e italiana, del Kalendarium di G. Müller di Königsberg detto Regiomontano (Venezia 1476) ritenuto il primo libro con frontespizio; l'Ars moriendi del Capranica (Venezia 1478); l'editio princeps della Geometria di Euclide (ivi 1482), primo libro con figure geometriche; la Chronica Hungarorum di G. Thwroz (Augusta 1488) con incisioni silografiche di ritratti e scene di battaglia.