REMIGIO di AUXERRE. - Benedettino, eseguita teologo, grammatico, n. poco dopo l'841, m. a Parigi prima del 908.
Monaco nell'abbazia di S. Germano di Auxerre (861-62), fu discepolo di Heiric, a cui successe ca. l'876 come direttore della scuola del monastero. Nell'893 fu chiamato, col suo compagno Hucbald di St-Amand, da Folco, arcivescovo di Reims per restaurare le due scuole cattedrali remensi, superiore e inferiore; e dopo la morte di Folco passò a Parigi, dov'ebbe tra gli alunni Odone, futuro abate di Cluny.
Colto, ma poco originale, la sua attività si ridusse a compilazioni sia nel campo letterario, che scritturistico. Nel campo letterario si hanno commenti all'Ars grammatica minor e maior di Donato; alla Institutio e al De XII versibus Vergilii di Prisciano, all'Ars grammatica di Foca, all'Ars de verbo di Eutiche, al De metrica arte di Beda, ai Disticha Catonis, alle satire di Giovenale, ai poemetti di Sedulio e di Prudenzio, al De nuptii philologiae et Mercurii di Marziano Capella, alle commedie di Terenzio, alla vita di Persio; inoltre estratti da Valerio Massimo e una Expositio sul De consolatione philosophiae di Boezio (alcune di queste opere sono ancora inedite: per la ed. delle altre, cf. Manitius, I, 504-19; II, 508-509 sgg.; III, 1063 sgg.). Nel campo scritturistico e liturgico, si hanno di lui: una Espositio super Genesim ed Enarrationes in Psalmos (PL 131, 52-84). Vanno sotto il nome di Haimo di Halberstadt i commentari sui profeti minori, sulle lettere di S. Paolo, sul Cantico dei Cantici e sull'Apocalisse (PL 171, 9 sgg.). Tra le opere di Alcunio va invece una Expositio de celebratione Missae (PL 101, 1246); gli si attribuiscono anche un Tractuatus de dedicatione Ecclesiae (PL 131, 845). dodici Homiliae, due Epistolae ed un trattatello De Musica (PL 131, 866).
Nella sua scuola R. si occupò pure della questione degli universali e pare abbia tentato un compromesso fra l'estremo realismo di Scoto Eriugena e l'anticlamismo del suo maestro Heiric. A Reims, introdusse per primo la dialettica, investigò pure il problema della origine dell'universo, dando una interpretazione cristiana ai passi di Marziano Capella, dove questi parla del mondo invisibile delle idee. R. è uno di quegli scrittori della tarda età carolingia che, nonostante la scarsa originalità, contribuirono a mantenere viva la cultura letteraria instaurata per opera di Carlomagno e di Alcunio.