RENAN, ERNEST

RENAN, ERNEST. - Orientalista, n. a Tréguier in Bretagna il 17 febbr. 1823, m. a Parigi il 2 ott. 1892. Orfano di padre a cinque anni, nel 1838 R. entrò nel Seminario minore di S. Nicola du Chardonnet a Parigi, nel 1841 passò in quello di Issy, ove si sarebbe manifestata la prima crisi filosofica. I dubbi continuarono, facendosi più acuti, durante il soggiorno a S. Sulpizio, ove R. iniziò la studio dell'ebraico con il prof. Le Hir (v.) e si appassionò per la critica biblica dei razionalisti tedeschi. Nel 1845 abbandonò il Seminario e la fede.

Nel 1849 ottenne di essere mandato per una missione scientifica nelle biblioteche d'Italia, ove lavorò molto sulla tesi di laurea intorno all'averroismo. Nel 1851 ebbe un posto nella Biblioteca nazionale di Parigi. R. ritornò più volte in Italia ed in Oriente (1860, 1864 sgg.) per ricerche scientifiche e per motivi di salute. Nel 1862 gli fu assegnata la cattedra di ebraico nel Collège de France, da cui fu sospeso (1864) in seguito alla reazione cattolica per la sua Vie de Jésus. Nel giugno 1878 fu eletto accademico di Francia.

Per motivi ideologici, per la sua grande abilità stilistica e per una certa teatralità di carattere, R. riscosse una fama ed un'opposizione immeritata. La sua egesi è talvolta superficiale e soggettiva. R. stesso confessa nella prefazione alla vita di Cristo che i testi, ove è necessario, devono essere sollecitati dolcemente per ottenere un'interpretazione di gusto. Per i suoi tempi avevano un'indicibile valore scientifico le sue opere di carattere filologico. Come storico del popolo ebraico e delle origini del cristianesimo, R. manifesta un'intelligenza acuta, oltre ad un'arte stilistica innegabile, ma la sua opera è guidata da scetticismo, da un'esegesi razionalistica e spesso fantastica e da evidente simpatia ad antipatia per la materia trattata; basta confrontare il profilo romantico di Gesù e quello astioso di s. Paolo.

Le sue opere principali sono: Averroës et l'averroïsme (Parigi 1852; 3a ed. ivi 1869); Études d'histoire religieuse (ivi 1857); Le livre de Job traduit de l'hebreu (ivi 1858); Le Cantique des Cantiques traduit de l'hebreu (ivi 1860); Observations épigraphiques (ivi 1867); Nouvelles observations épigraphiques (ivi 1867); L'Ecclésiastique traduit de l'hebreu avec une étude sur l'âge et le caractère du livre (ivi 1881). Vi è inoltre l'Histoire des origines du christianisme (8 voll., ivi 1863-83), che si apre con la famosa Vie de Jésus (ivi 1863), la quale ebbe un successo enorme. Nel medesimo anno apparve una traduzione italiana (a

Milano con un proemio, notevole per il suo astio anti-cattolico, di Filippo de Boni) ed in varie altre lingue. Seguono i voll. Les Apôtres (1866); St Paul (2 voll., 1869); L'Antéchrist (1873); Les Évangiles et la seconde génération chrétienne (1877); L'Eglise chrétienne (1879); Marc-Aurèle et la fin du monde antique (1881). Successo minore ottenne l'Histoire du peuple d'Israël (5 voll., ivi 1887-93). Di carattere biografico sono le opere Souvemirs d'enfance et de jeunesse (ivi 1883) e non poche altre pubblicate postume. Tutte le opere citate, e altre ancora, sono all'Indice (cf. ed. del 1948, pp. 400-401).

BIBL.: M. Darmesteter, La vie d'E. R., Parigi 1898; G. Sorel, Le système historique de R., 4 voll., ivi 1905; Ch. Denis, La critique irréligieuse de R., ivi 1905; H. Parigot, R., l'égoïsme intellectuel, ivi 1909; P. Guilloux, L'esprit de R., ivi 1920; W. Küchler, E. R. Der Dichter und der Künstler, Gotha 1921; M.-J. Lagrange, La Vie de Jésus d'après R., Parigi 1923 (cf. Rev. bibl., 27 [1918], pp. 432-506); P. Lascure, Le jeunesse d'E. R., 3 voll., ivi 1925-32; E. Renard, R., les étapes de sa pensée, ivi 1928; H. Psichari, R. d'après lui-même, ivi 1937; R. Dussaud, L'oeuvre scientifique d'E. R., ivi 1951.