ROSCELLINO DI COMPIÈGNE

Image from page 807
Image from page 807

ROSCELLINO di COMPIÈGNE. - Teologo e filosofo, n. a Compiègne ca. la metà del sec. XI, m. ca. il 1120. Rinomato maestro di dialettica, citato al Concilio di Soissons (1092), per la sua teoria triteista, respingendo l'errore evitò la condanna. Recatosi in Inghilterra non vi rimase a lungo; insegnò a Besançon e a Loches, ove ebbe per alunno Abelardo (v.).

Frisinga (v.), che di lui dice: «primus nostris temporibus sententiam vocum instituit» (Gesta Friderici Imp., I, 47; MGH, Scriptores, XX, p. 376), R. nominalismo (v.); INDIVIDUO (v.) e le idee generali non sono che nomi (voces, flatus vocis). Applicando questa teoria al mistero trinitario R. slittò nel triteismo, che lo rese particolarmente celebre: nella S.ma Trinità sono

tre Persone o ab invicem separatae, sicut sunt tres Angeli, ita tamen ut una sit voluntas et potentia... et tres deos vere posse dici si usus admitteret » (s. Anselmo, Ep. ad Fulconem: PL 158, 1192) : non esistendo che gli individui, le tre Persone della S.ma Trinità non avrebbero in comune che la volontà e la potenza : unità morale-dinamica delle tre Persone, in opposizione alla consostanzialità definita nel Concilio di Nicea (325).

BIBL.: M. M. Gorce, s. V. in DThC, XIII, coll. 2911-15; M. De Wulf, Storia della filosofia, I, trad. it., Firenze 1944, pp. 151-53; A. Forest, Le mouvement doctrinal du IXe au XIVe siècle, in A. Fliche - V. Martin - E. Jarry, Histoire de l'Eglise, XIII, Parisi 1951, pp. 40-41.