SABATIER, AUGUSTE

SABATIER, Auguste. - Teologo protestante, n. il 22 ott. 1839 in Vallon (Alsazia), m. il 12 apr. 1901 a Parigi. Fu professore di teologia protestante, prima a Strasburgo, poi a Parigi.

Opere principali: *Essai d'une théologie critique de la connaissance religieuse* (Losanna 1893); *Esquisse d'une philosophie de la religion d'après la psychologie et l'histoire* (Parigi 1897); *La religion et la culture moderne* (ivi 1897); *La religion d'autorité et la religion de l'esprit* (ivi 1903); *La doctrine de l'expiation* (ivi 1903).

La teologia del S. è stata indicata col termine di «fideismo simbolico» o «simbolismo critico» e si collega direttamente alle posizioni di Kant e di Schleiermacher (v.), in quanto fa scaturire l'atto di religione dalla sfera affettiva e irrazionale: perciò l'unica analisi valida della religione, del suo oggetto come del suo valore, è la riflessione psicologica nell'analisi dei propri stati di coscienza, come fece Pascal al quale il S. espressamente si richiama. La constatazione fondamentale, che ben presto ciascuno è obbligato a fare, è l'intima contraddizione della coscienza che da una parte aspira al bene, al vero, al bello... infinito e tuttavia si vede angustia e impedita da ogni parte di raggiungere, perché preda del dolore, dell'errore, della morte e di miserie di ogni genere; è da questo senso di disagio che nasce la religione. La religione perciò si definisce il commercio, il rapporto cosciente e voluto, nel quale l'anima angustia (en détrèse) entra con la potenza misteriosa da cui essa sente di dipendere e da cui dipende il suo destino (Esquisse, p. 24): pertanto l'atto essenziale della religione è la «preghiera», nella quale l'anima attua questo suo commercio con Dio. In questa linea di idee la «rivelazione» non può essere una comunicazione di dottrina oggettiva, ma è il fatto e il progresso della presenza di Dio all'anima e dell'anima a Dio, ovvero la «creazione e chiarezza progressiva della coscienza di Dio nell'uomo individuale e nell'umanità» (ibid., p. 35). I caratteri essenziali quindi della Rivelazione sono di essere «interiore, evidente e progressiva» e pertanto fondamentalmente individuale, così che ogni Rivelazione divina e ogni esperienza religiosa valgono in quanto si possono ripetere e rivivere in ogni anima nella «situazione storica» in cui essa si trova (ibid., p. 60). È chiaro perciò che a questo modo il miracolo e l'ispirazione biblica non hanno valore come fatti esteriori, ma unicamente nell'ambito della pietà interiore e individuale; il dogma si riduce alla trascrizione, in termini oggettivi, dell'esperienza interiore, a traverso la quale deve passare ogni Rivelazione «prima di arrivare all'oggettività storica». Perciò l'elemento costante nei dogmi è precisamente l'emozione affettiva, mentre l'elemento intellettuale è essenzialmente variabile a causa delle diversità dei mezzi espressivi propri di ciascuna epoca (ibid., pp. 268-308). Con questi principi il S. afferma la necessità dell'evoluzione illimitata dei dogmi e questo, posto che nel protestantismo nessuna Chiesa può dirsi infallibile, obbliga il credente a rinnovarsi di continuo nella sua aspirazione interiore, a rifugiarsi nell'«istinto religioso», che difende lo spirito contro le minacce della natura. Di qui il carat

tere provvisorio e puramente «simbolico» di ogni formula dogmatica e di ogni elaborazione teologica: soltanto a questo modo, secondo S., il fiume della divina verità scorre attraverso i secoli nella coscienza umana come vita sempre zampillante (ibid., p. 389), il S. fu l'ispiratore della cosiddetta «Ecole de Paris», che intendeva interpretare il dogma cristiano in funzione del pensiero moderno, e al suo «simbolismo critico» modernismo (v.) attinse i principi fondamentali dell'immanenza religiosa allargandone la sfera di applicazione a tutto l'ambito delle scienze sacre.

Bibl.: E. Menegoz, *La théol. d'A. S.*, Parigi 1901; A. Berthold, *A. S. und Schleiermacher*, Ginevra 1902; I. Michalcescu, *Darstellung u. Kritik der Religionsphilosophie Sabatier*, in *Berner Studien zur Philos. u. ihrer Gesch.*, XXXIV, Berna 1903; L. Vienot, Fr. Puaux, E. Roberty, H. Mounier, *A. S. sa vie, la pensée et ses travaux*, Parigi 1903; Fr. Heiler, *Alfred Loisy*, *Der Vater des katholisch. Modernismus*, Monaco 1947 (per l'influenza di S. su Loisy, cf. p. 46); W. Ziegensfuss - G. Jung, *A. S.*, in *Philosophen-Lexikon*, II, Berlino 1950, p. 397 sq. (con bibl.). Cornelio Fabro