RUGI. - Popolazione germanica, venuta, a quanto pare, dalla Scandinavia (Jordanes, Getica, 25) ad abitare le coste della Prussia occidentale. È ricordata da Tacito (Germania, 43) e da Tolomeo (III, 58) che non ne segnano però in modo preciso le sedi.
Dopo queste fuggevoli menzioni per molto tempo non si parla più di loro.
Non può dubitarsi però che, come avvenne di altre popolazioni germaniche, esse cercarono costantemente di spostarsi verso sud, ed invero nei primi anni del sec. v raggiunsero il medio Danubio, dove ebbero a subire la vicinanza sopraffatrice degli Unni di cui seguirono le sorti; sono presenti infatti tra le bande saccheggiatrici di Attila. Dopo la morte di lui e il conseguente crollo dell'Impero unno furono accolte come federate di Roma, stanziate in parte in Tracia (intorno a Bizye e Arcadipolis) in parte nel Norico. Quelli del Norico ebbero migliore fortuna per la scomparsa di ogni autorità romana nel Paese, e due loro sovrani, Flacctheus e il figlio di lui Fetwa, raggiunsero una certa considerazione, governando abbastanza pacificamente e procurando al paese una certa prosperità. Importanti notizie su questo loro periodo si hanno nella Vita s. Severini scritta nel 511 da Eugippo. Severino (v.) fu l'apostolo del Norico e seppe farsi ascoltare dai sovrani del R., dinanzi ai quali difese le dottrine cattoliche (i R. erano, come quasi tutti i barbari, ariani) e gli interessi della popolazione romana del Norico. Morto nel 482 il Santo, il fratello del re Fetwa ne saccheggiò e distrusse i monasteri. Quando le relazioni tra l'Impero di Costantinopoli e Odoacre divennero tese, i R. per suggestione dell'imperatore Zenone attaccarono Odoacre, ma furono gravemente sconfitti: il loro re Fetwa, portato in Italia prigioniero, fu ucciso. I R. superstiti si appoggiarono allora ai vicini Ostrogoti, e al seguito di Teodorico scesero in Italia contro Odoacre. Vissero forse in Italia insieme con gli Ostrogoti, e insieme a loro scomparvero dopo la riconquista bizantina d'Italia.