RUTSKIJ, JOSIF VELJAMIN. - Basiliano, metropolita di Vilna, n. a Ruta (Russia Bianca) nel 1574, n. a Vilna nel 1637. In un suo viaggio attraverso la Germania, a Würzburg, si convertì dal calvinismo al cattolicesimo e più tardi entrò nel Collegio Greco di Roma. Per espresso desiderio del papa Clemente VIII, R. prese il rito bizantino-slavo, benché per lungo tempo non si decidesse a ordinarsi sacerdote.
Per uno speciale disegno della Provvidenza, entrò nel 1609 nel monastero basiliano di Vilna, di recente fondazione, ne divenne presto archimandrita e poi nel 1613 metropolitana per gli uniti a Roma. Come tale si adoperò, senza successo del resto, per la fondazione di scuole per i laici e di un seminario per il clero. Quando gli scismatici fondarono una nuova gerarchia (1621), R. cercò di promuovere una «seconda unione» con essi, ma ancora invano. Riuscì invece a riformare l’Ordine dei Basilian, facendo di loro un Ordine clericale sopradicesano esente dai vescovi e dal metropolità. Con ciò egli diventò, certamente senza accorgersene, l’ideatore del rito «ruteno» come è tutt’ora. La memoria del R. è veneratissima presso i suoi connazionali.
Papa Urbano VIII lo chiamò «l’Atanasio della Chiesa rutena».
Alberto Maria Ammann