SALOMÈ. - Nome di diverse donne ebree. Le più note sono:
1. S. moglie di Alessandro Ianneo (v.); regnò dopo di lui con il nome di Alessandra-Salome (v.).
2. S. sorella di Erode il Grande (v.). Lo spinse ad uccidere la propria moglie Mariamme e i propri figli Alessandro, Aristobulo, Antipatro.
3. S. figlia di Erodiade (v.) e di Erode Filippo (v. FILIPPO ERODE), non nominata nei Vangeli, ma presentata come la «ragazza» (κοράσιον) danzatrice che, in occasione di un genetliaco di Erode Antipa (v.), celebrato a Macheronte, ottenne dal tetrarca, per consiglio della madre, la testa di Giovanni Battista (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).
S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Clacide, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, Antiq. Ind., 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (Hist. eccl., 1, 20: PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.
Bibliografia3 opere
4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, Bell. Ind., I, 563; Antiq. Ind., XVIII, 21).
5. S. moglie di Zebedeo (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Segui il Maestro nell'ultimo viaggio a Gerusalemme, fino sul Calvario. Fu tra le prime ad accogliere il messaggio della Risurrezione (Mt. 27, 55 sg.; Mc. 15, 40 sg.; 16, 1).

Opinioni divergenti sulla parentela di S. sono esposte dagli scrittori ecclesiastici. S. Epifanio crede che S. sia figlia di s. Giuseppe, nata da un primo matrimonio (Haer., 78, 9: PG 42, 712), Egesippo la considera figlia di Cleofa, fratello di s. Giuseppe (Eusebio, Hist. eccl., 3, 11; 4, 22: PG 20, 248, 380); Niceforo pretende che sia figlia del sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni Battista e fratello di s. Giuseppe (Hist. eccl., 2, 3: PG 145, 760). Nulla di certo si può dire in proposito. Sembra pure insostenibile l'interpretazione data da alcuni protestanti al testo di Io. 19, 25 così parafrasato: «Presso la croce di Gesù stavano la madre sua e la sorella di sua Madre [S.], Maria [moglie] di Cleofa e Maria Maddalena». Siccome nel Nuovo Testamento non si allude mai ad una parentela dei figli di Zebedeo con Gesù, mentre si accentua quella di Giacomo il Minore (v.) e di Giuda Taddeo (v.), chiamati «fratelli (ossia cugini) di Gesù», l'inserzione di S., nel punto indicato, è arbitraria. La parafrasi esatta è «la sorella di sua Madre, [cioè] Maria [moglie] di Cleofa».
Negli apocrifi Vangelo degli Egiziani (v.), Pistis Sophia (v.) e presso i carpocraziani S. godeva grande autorità.
Bibliografia
Pietro De Ambroggi