SALOMÈ

SALOMÈ - S. porta ad Erode e Erodidae la testa di s. Giovanni, Musnici eseguiti sotto il doge A. Dandolo (1343-54) - Venezia, basilica di S. Marco, battistero.

Triduo sacro, di Pasqua e sua ottava, del 2 nov., ed in particolari circostanze: alle litanie dei santi, alle Rogazioni, ecc. S. Benedetto la prescrive nei salmi «di attesa» del Mattutino e delle Lodi e alla Compietà di ogni giorno. Tutti questi salmi si cantano, come si è detto, senza antifona.

Alla Messa è usata nel canto del Tractus in una forma ornata. Il Tractus segue una lettura o il canto del Graduale (in seguito alla soppressione della lettura intermedia). Si canta fra la Settuagesima e la Pasqua tutte le domeniche, nelle feste dei Santi e nelle ferie della Quaresima; durante l'anno si trova nel sabato delle Quattro Tempora e nelle Messe dei defunti. Oggi il Tractus non è più cantato da un solista, ma alternativamente, come negli altri sistemi. Non è lecito sopprimerlo né abbreviarlo, non è neppure permesso di recitarlo semplicemente, a meno che l'organo durante il tempo non lo accompagni.

III. S. RESPONSORIALE. - La sua forma più semplice si trova nelle Ore minori dell'Ufficio, dopo il Capitolo: è il responsorio breve, molto corto, quasi sillabico. Il cantore canta il responsorio, il coro lo ripete appresso; poi il cantore dice il versetto e il coro ripete la seconda parte del responsorio, il cantore dice il versetto e il coro ripete tutto il responsorio.

L'Antifonario romano ha conservato melodie diverse per i vari tempi dell'anno. S. Benedetto ha stabilito il responsorio breve non alle Ore minori, ma a quelle maggiori: le Lodi e il Vespro. Lo stesso sistema, un po' più ornato, si ritrova nell'invitatario e nell'inno Benedictus es del sabato delle Quattro Tempora.

La forma ornata si trova nei grandi responsori del Mattutino, composti come i responsori brevi, ma con un testo più lungo ed una melodia molto più ornata. Questi responsori si cantano dopo ogni lezione. Alcune liturgie monastiche hanno anche un grande responsorio del genere ai Vespri delle feste solenni, al Graduale, all'Offertorio e all'Alleluja delle Messe solenni. Tali brani hanno perduto, oggi, quasi tutta la loro forma di s. Il Graduale è intonato dal solista e continuato dal coro; poi il solista canta il verso e il coro si unisce a lui per cantare la fine del verso a guisa di ritornello. L'Alleluja segue il canto del Graduale ad eccezione del tempo di penitenza. Il solista intona l'Alleluja che è ripreso dal coro e prolungato da un lungo melisma o jubilus, esprimente la gioia; il versetto è poi cantato dal solista e termina con un jubilus cantato da tutti: poi di nuovo il solista canta Alleluja e il coro continua il jubilus. Il canto dell'Offertorio accompagnava in antico l'offerta del pane e del vino da parte dei fedeli; oggi di questo salmo non resta che una antifona. Solo l'Offertorio della Messa dei defunti ha conservato la forma responsoriale.

IV. S. ANTIFONICA. - Costituisce la parte più importante dell'Ufficio divino. La forma più semplice è usata per i salmi delle differenti Ore. Cantata o semplicemente annunciata l'antifona, il cantore intona il primo versetto del salmo, continuato poi dal primo coro; poi il secondo coro canta il secondo versetto, e così di seguito alternativamente sino alla fine. Solo il primo versetto ha una intonazione, gli altri cominciano con il tenore. Nei cantici evangelici però l'intonazione si fa ad ogni versetto. Esiste negli otto toni una modulazione più ornata per la prima parte del verso, della quale si può far uso nei cantici delle feste solenni.

Questo sistema si trova anche all'Introito e alla Comunione nella Messa. Dell'Introito non resta oggi che l'antifona, il primo verso del salmo e il Gloria. I toni sono più ornati di quelli della s. semplice dell'Ufficio: sono anche i meglio conservati nei manoscritti. Vi si riscontra una intonazione a tutti i versetti ed anche a ciascuna parte del verso; le cadenze hanno un disegno melodico più complesso, la cadenza finale del Gloria Patri è ancora più ornata per preparare la ripetizione dell'antifona.

Le cadenze finali hanno anche la particolarità di non esser toniche ma sillabiche e si adattano al numero delle sillabe e non agli accenti, come nei versetti dei responsori. Il salmo della Comunione, cantato sullo stesso tono dell'Introitus, è oggi completamente scomparso, eccetto che nella Messa dei defunti.

V. S. NELLA POLIFONIA. - Il canto dei salmi ha ispirato anche i polifonisti. Non si parla delle grandi composizioni in forma di cantate o di oratori, che non fanno parte dell'Ufficio liturgico. «Psalmi igitur symphoniaici (di concerto) excluduntur prorsus ac vetantur» (motu proprio di Pio X del 22 nov. 1903). La s. responsoriale ha dato origine ai magnifici responsori del Palestrina, Ingegneri, Vittoria, per non citare che alcuni fra gli antichi. La stessa s. antifonica ha ispirato i musicisti che hanno armonizzato le formole salmodiche in falso bordone. Il canto polifonico è permesso nelle feste solenni: le basiliche romane ne danno un bell'esempio. Pio X nel suo motu proprio

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permette di alternare il canto gregoriano del coro con falsi bordoni dei quali esistono numerose formole adattate ai diversi toni dei salmi. Lo stesso Papa permette anche che tutta la s. possa essere cantata in musica, a condizione che sia conservata l'alternativa dei cori.

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BIBL.:** P. Wagner, *Einführung in die gregorian. Melodien*, III. Gregorian. Formenlehre, Lipsia 1919; P. Ferretti, *Estetica gregoriana*, Roma 1934; E. Cardine, *La Psalmodie des Inroits*, in *Rev. Grégor.*, 26 (1947), pp. 172 e 229; F. Romita, *Les musiciens liturgiques*, Roma 1947; J. Froger, *Les chants de la Messe aux VIIIe et IXe siècles*, Tournai 1950. Carlo Desportes

SALOME. - Nome di diverse donne ebree. Le più note sono:

1. S. ANANO (v.); regnò dopo di ALESANDRA SALOME (v.).
2. S. GRADO (v.). Lo spinse ad uccidere la propria moglie Mariamme e i propri figli Alessandro, Aristobulo, Antipatro.
3. S. ERODIADE (v.) e di Erode Filippo (v. FILIPPO ERODE), non nominata nei Vangeli, ma presentata come la «ragazza» (*χορέζου*) danzatrice che, in occasione Erode Antipa (v.), celebrato a Macheronte, ottenne dal tetrarca, per consiglio della madre, la testa di Giovanni Battista (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

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**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq. Jud.*, 18, 5, 4; 20, 8, 4). Una leggenda di Niceforo (*Hist. eccl.*, 1, 20; PG 145, 692) pretende che S. sia perita, decapitata dal ghiaccio, nell'attraversare un fiume gelato.

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BIBL.:** G. Vitaletti, *S. nella leggenda e nell'arte*, Roma 1908; U. Ilolzmeister, *Chronologia vitae Christi*, ivi 1933, pp. 205-207; G. Ricciotti, *Storia d'Israele*, II, Torino 1934, nn. 368, 370-371.

4. S. figlia di Erode il Grande e di Elpis (Fl. Giuseppe, *Bell. Jud.*, I, 563; *Antiq. Jud.*, XVIII, 21).

5. S. LEBBEO (v.), madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Era tra le pie donne che seguivano Gesù e lo soccorrevano (Mc. 15, 40-41; Lc. 8, 2-3). Chiese a Gesù i posti di onore per i suoi due figli e ne ebbe un rimprovero (Mt. 20, 20 sg.). Seguì il Maestro nell'ultimo viaggio.

**SALOME - N. M. (Mt. 14, 1-12; Mc. 6, 14-29).**

S. sposò poi suo zio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea, e, dopo la morte di lui (34 d. C.), sposò suo cugino Erode, re della Cicalde, dal quale ebbe tre figli: Erode, Agrippa, Aristobulo (Fl. Giuseppe, *Antiq.