SAOSHYANT. - Dal verbo sav, ant. persiano, con significato di beneficare (donde il participio futuro saoshyant « benefattore ») nel più antico Avesta è epiteto generico di Zarathustra e di altri spiriti benéfici in figura di liberatori dalle potenze del male. Nell'escatologia mazdea, che appartiene all'Avesta recente, quell'epiteto è applicato come nome personale al liberatore che alla fine del mondo muoverà all'assalto e alla sconfitta definitiva degli spiriti malvagi che sono al seguito di Arhiman. S. nascerà dal seme di Zarathustra conservato da millenni nelle acque del lago di Khausava (Ka[n]saoya, Yast, 19, 66) e assorbito da una vergine durante un bagno. Nel 2398 d. C. (poiché Zarathustra è nato 3000 anni dopo la creazione del primo uomo Gáyömeretar e il mondo finirà a 3000 anni dall'epoca di Zarathustra. Secondo i calcoli tradizionali del mazdeismo seriore: (Dhalla, op. cit. in bibl. p. 424) avverrà la conflagrazione del mondo e tutto finirà con la vittoria completa del principio del Bene, con la distruzione di Angra Manyu e dei suoi spiriti malefici e con la rinnovazione del mondo.
Il mithraismo, che è una propagazione autonoma del mazdeismo sviluppatasi in Cappadocia, ha identificato S. con Mithra e fa della tauroctonia la rappresentazione del grande sacrificio finale con degustazione di grasso taurino e di ambrosia (haoma), che chiuderà la consumazione delle cose (Bundahish, 30).
È da notare che l'idea del salvatore futuro è rimasta in Persia anche dopo la forzata conversione del paese all'islamismo e la si può riconoscere nella credenza all'immam nascosto, propria dello shiismo ismailita, immam che si manifesterà al mondo come guida (mahdi) quando i tempi saranno maturi.