SANGUE. - Il contatto del s., che l'esperienza dei primitivi considera come l'elemento organico strettamente legato alla vita (cf. Lev. 17, 14; Deut. 12, 23), è ritenuto produttore di due effetti diametralmente opposti: l'uno positivo e benefico, l'altro negativo e malefico a seconda della sua qualità e delle circostanze nelle quali il contatto avviene.
Come elemento vitale il s. è largamente usato nei riti iniziatici diretti a potenziare la forza del giovane che entra a far parte dei membri adulti della tribù. Così presso gli Arunta (Australia centrale), previa una spalmatura di ocra rossa da essi ritenuta come residuo di s. solidificato, i giovani vengono spruzzati di s., che viene poi spruzzato anche sugli anziani perché ne acquistino forza. Presso i Daiaki (Borneo) i bambini fino a 10-12 anni vengono, per lo stesso scopo, spalmati di s. il quale viene ivi adoperato anche per guarigione da malattia, per l'inaugurazione di una casa, per fecondare un campo da semina.
Ma il s. può produrre effetti nocivi se versato per una ferita prodotta da causa occasionale o da violenza altrui, nel quale caso si richiedono cerimonie espiatorie. E se si tratta di uccisioni o di ferite inferte a un membro di una tribù che si considera discendente dallo stesso capostipite, la vendetta del s. versato è obbligo che spetta a tutto il gruppo. Per la stessa ragione è severamente proibito l'incesto che comporta il versamento di s. ancestrale; e l'uccisione di un membro della propria famiglia è quasi più un suicidio che un delitto (Eschilo, Eumenidi, 212).
In genere il colpevole di effusione di s. altrui viene punito in maniera che il s. non debba uscire per non provocare nuove polluzioni; e cioè con bruciamento, o strangolamento, o annegamento; è proibito agli Ebrei mangiare carne di animali soffocati, il cui s. cioè non sia tutto colato fuori. All'alba del cristianesimo i giudeo-cristiani vollero che anche gli etnico-cristiani osservassero detta prescrizione (Act. 15, 20; 29).
Effetto nocivo produce anche il s. versato nel flusso mestruale, nell'aborto e nel puerperio. Per il significato del s. nel sacrificio cruento, V. SACRIFICIO.