SEMO SANCO

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SEMO SANCO. - Semo Sanchus Dius Fidius, divinità italica del ciclo di Giove il cui nome richiama a i Semones del culto arvalico; b) la caratteristica di sancire ossia garantire i giuramenti e c) l'epiteto proprio di Giove in quanto custode dei giuramenti; cf. Σωκρ πίστω; e il Físsos Sancios delle Tavole eugubine.

S. S. aveva in Roma un tempio sulla pendice orientale del colle Quirinale, detta perciò Sanqualis, come Sanqualis si chiamava la porta locale del recinto serviano. Il tempio fu dedicato nel 446 a. C., la dedica cadeva il 5 giugno (Ovidio, Fasti, VI, 213). Sono note due sue particolarità rituali che bene si addicono a una divinità del giuramento: aveva cioè una parte del tetto scoperchiata per la visione immediata del cielo; conservava nell'interno alcuni dischi di rame (orbes aenei) simbolo del disco solare e che ricordavano l'analoga urfeta (= orbita) del rituale umbro. Nel tempio venivano custoditi i trattati. Nell'orto attiguo alla chiesa di S. Silvestro sul Quirinale si rinvennero epigrafi relative al dio. La più importante (però di ignota provenienza, scoperta nel 1879) porta la dedica «Semoni Sanco sancito deo Fidio» posta a cura della «decuria sacerdotum bidentialium» (CIL, VI, 30.994), collegio sacerdotale addetto alla disciplina fulgurale e che perciò appunto aveva la custodia del tempio di quel dio qui foedera fulmine sancit (Virgilio, Aen., XII, 200).

La statua (rinvenuta nella stessa località della base, ora nel Museo Vaticano, e che rappresenta un Apollo di tipo arcaico) non ha relazione con la base. Nell'isola tiberina si trovava un altro santuario del dio, noto per l'errata attribuzione che gli apologisti cristiani (Giustino, Apol., I, 26; Tertull., Apol., 13) fecero di esso a Simon Mago, tratti in inganno dalla iscrizione dedicatoria.

BIBL.: C. L. Visconti, in Studi e documenti di storia e diritto, 2 (1881), p. 105 sgg.; G. Wissowa, Religion und Kultus der Römer, 2ª ed., Monaco 1912; A. Platter, A topographicae Dictione, of ancient Rome, Oxford 1929, p. 469 sgg.; F. Altheim, Römische Religionsgesch., I, Berlino 1931; per la relazione tra S. e i Semones V. M. Nacinovich, Carmen Arvale, II, Roma 1934, p. 8 sgg.