Gli Arabi lo chiamano Ġebel Baṭn el-Hawā. Rappresenterebbe il har ḥam-naṣliḥt (« monte della perdizione» : II Reg. 23,13), di fronte a Gerusalemme (ibid. 11,7), dove Salomone consacrò alcune « alture » alle divinità delle sue donne straniere.
Dalla traduzione della Volgata mons offensionis provenne l'attuale designazione di « m. dello s. ».