SCHIAPARELLI, LUIGI

SCHIAPARELLI, LUIGI. - Insigne maestro delle discipline diplomatiche e paleografiche, n. a Cerione (Biella) il 2 ag. 1871, m. a Firenze il 26 genn. 1934.

Appena laureato seguì un corso di perfezionamento a Monaco alla scuola di L. Traube; chiamato a far parte della Scuola storica istituita da E. Monaci presso la R. Società romana di storia patria, ebbe modo di studiare ed illustrare diversi archivi romani; fu collaboratore principale di P. F. Kehr per l'Italia Pontificia (v. REGESTO); ebbe nel 1903 la cattedra di paleografia e diplomatica all'Istituto di studi superiori di Firenze, poi Università, che conservò fino alla morte; fu direttore della Scuola per bibliotecari ed archivisti paleografi; condirettore della rivista Archivio storico italiano dal 1927; socio nazionale della R. Accademia dei Lincei nel 1928 e di numerose altre società scientifiche, fu membro del Consiglio direttivo dell'Istituto storico italiano per il medioevo, di cui era attivo collaboratore; diresse presso lo stesso Istituto la serie dei Regesta chartarum Italiae e le Guide storiche e bibliografiche degli archivi e delle biblioteche d'Italia.

Tra le sue pubblicazioni maggiori: I diplomi dei Re d'Italia, nelle Fonti per la storia d'Italia, cioè I di

SCHIAPARELLI, LUIGI - Ritratto, dipinto da Guglielmo Ghini (1933).

plomi di Berengario I (1905), di Guido e di Lamberto (1906), di Ludovico III e di Rodolfo II (1910), di Ugo Letorio, Berengario II e Adalberto (1924); la pubblicazione in facsimile dei diplomi nell'Archivio paleografico italiano (vol. IX); nelle stesse Fonti: il Codice diplomatico longobardo (rimasto incompiuto), vol. I (1929) e vol. II (1933). Studi sul documento privato nel medioevo e in particolare sul documento longobardo sono nel Bullettino dell'Istituto storico italiano e nell'Archivio storico italiano dove pure ha pubblicato una serie di studi paleografici sull'origine e sui caratteri delle varie scritture.

Tra gli studi paleografici: il Codice CCCXCX della Bibl. capitolare di Lucca (1924), con l'illustrazione della scuola scrittoria lucchese (Studi e testi, 36), e Influenze straniere nella scrittura italiana dei secc. VIII e IX (1927; ibid., 47). Ha pubblicato per la scuola: La scrittura latina nell'Università di Macerata. Chiamato nella Università di Pavia, nel 1911 passò a quella di Napoli per succedere a Francesco Scaduto, ed ieri rimase per un trentennio.

Lo S., Scaduto (v.), fu sempre molto vicino al maestro nelle concezioni e nell'indirizzo scientifico: ne seguì la tendenza di separare lo studio del diritto dello Stato da quello della Chiesa e di considerare il diritto ecclesiastico una branca del diritto pubblico, con la naturale conseguenza di una identità di metodo nella trattazione e nell'applicabilità agli istituti di questo diritto delle nozioni e regole proprie al diritto amministrativo.

Con Scaduto e Ruffini, egli condivide il merito di aver riportato il diritto ecclesiastico nella posizione che gli spettava in seno alle Università italiane. Tra le sue opere principali vanno ricordate: Diritto ecclesiastico vigente in Francia, I, Torino, 1892; II, 1893; La prescrizione del diritto di patronato: teoria canonistica e diritto vigente (ivi 1894); L'indirizzo odierno del diritto ecclesiastico (Napoli 1895); Le congrue ed i supplementi di congrue ai parroci: studio giuridico (Torino 1898); Manuale di diritto ecclesiastico (ivi 1902, con edd. successivi); Diritto penale canonico (in Enc. del dir. pen. ital., a cura di E. Pessina, I, Milano 1904-1905); Diritto ecclesiastico (Napoli 1912); Il matrimonio nel diritto canonico (ivi 1929); Corso di diritto ecclesiastico 1929-30 (ivi 1930); Il matrimonio secondo il diritto canonico e la legislazione concordatoria italiana (ivi 1932); Manuale di diritto ecclesiastico (ivi 1934); Corso di diritto ecclesiastico 1940-41 (ivi 1940).