STRUMENTI SCRITTORI

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STRUMENTI SCRITTORI. - scrittura (v.) si sono usati nel tempo s. s. diversi, che variano anche in relazione alla materia destinata a ricevere le lettere. Così le scritture epigrafiche sono prodotte normalmente dallo scalpello; i graffiti da uno strumento duro a punta per lo più occasionale, le scritture murali dal carbone, dal pennello o da un bastoncino, intinto di colore, le corsive delle tavole e altre caratteristiche di scrittura.

Il calamo fu costituito da un'asta di canna, temperata in punta e tagliata da una fessura. Sembra che abbia avuto origine in Oriente, ma il suo uso fu larghissimo nel mondo greco-romano e fino ai primi anni del medioevo. Reperti archeologici hanno messo in luce che gli antichi usavano anche penne metalliche, ma modellate sul tipo del calamo. L'adozione della penna di volatile (soprattutto di oca), che presentava il vantaggio di una maggiore elasticità, si fa risalire intorno al 1° sec. d. C., ed ebbe durata lunghissima. Fu soppiantata soltanto dopo l'introduzione del pennino metallico, applicato a un'asticella di legno, fabbricato a Birmingham nel 1826 dall'inglese Perry.

L'inchiostro utilizzato nell'antichità era fabbricato con nerofumo o carbone misto ad acqua e gomma; gli ingredienti metallici (solfato di ferro) cominciarono ad essere usati solo più tardi (si hanno in proposito molte ricette medievali). Fu usato eccezionalmente anche inchiostro rosso, ma quasi solo per titoli e iniziali di capitoli; l'oro e l'argento su fondo purpureo si incontrano da principio in codici bizantini, ma figurano dal 1° sec. anche in testi latini; solo a medioevo avanzato si incontrano sporadicamente, per le iniziali, inchiostri azzurri e verdi.

Il materiale per scrivere era conservato dallo scriba nella cosiddetta _theca libraria o calamarium_ (da cui impropriamente il nostro «calamaio»), unitamente a un coltello (_scalprum_) che serviva a temperare la canna, il recipiente dell'inchiostro (_atramentarium-scriptorium_), la pomice per levigare la pergamena, la spugna per eventuali cancellature e il punteruolo per la rigatura a secco delle pagine.

BIBL.: F. Ebert, _Zur Handschriftenkunde_, I. Lipsia 1825; A. Angelucci, _Del materiale e degli strumenti per scrivere usati dagli antichi_, Milano 1882, pp. 90-109; W. Wattenbach, _Das Schriftweisen im Mittelalter_, 3a ed., Lipsia 1896, pp. 221-75; C. Paoli, _Programma scolastico di paleografia latina e di diplo-_