Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Paleografia

SCRITTURA

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SCRITTURA. - L'invenzione della s. occupa un posto eminentissimo nello sviluppo della civiltà umana: per mezzo di essa l'uomo è riuscito a fissare materialmente il linguaggio, dando così inizio alla documentazione storica.

Le origini della s. si riconnettono con la pittografia (attestata dalla fine del paleolitico) consistente nella rappresentazione figurata di oggetti, per lo più animati, con intento magico-evocativo. Si considerano inoltre come prodromi della s. i sistemi mnemonici consistenti o in cordicelle variamente colorate e annodate (p. es., i quippos peruviani) o in bastoncelli con tacche e linee incise.

I. S. IDEOGRAFICHE E SILLABICHE

La vera e propria s. si ebbe soltanto quando i segni pittografici, più o meno stilizzati, acquistarono valore fonetico attraverso la fase della ideografica, consistente nel legare ad un determinato segno figurato (ideogramma) il suono di un vocabolo.

I verbi di azione erano espressi con gli ideogrammi che raffiguravano l'azione in atto, mentre per alcuni vocaboli si ricorse all'analogia simbolica (p. es., una stella indicava la parola « notte »). Con questo procedimento la s. si manteneva in una fase rudimentale, ancora impotente ad esprimere le idee astratte e le notazioni grammaticali (desinenze, preposizioni, pronomi, ecc.). La difficoltà fu superata usando l'ideogramma con valore fonetico indipendentemente dal significato ideografico, in modo da poter esprimere altri vocaboli o parti di altri vocaboli (sistema di s. in forma di rebus). L'ideogramma divenne così unicamente fonogramma, dando origine alla s. ideografica-polilittera (per processo di semplificazione alcune s. giunsero ad usare solo segni bilitteri, e quindi alla s. sillabica) con sempre maggior preponderanza dell'elemento fonetico a scapito di quello ideografico. Caratteristica fondamentale delle s. ideografiche e sillabiche è il numero rilevante di segni-suoni.

Fra le s. ideografiche quella che per la copiosità delle fonti offre una documentazione graduale del suo sviluppo storico è la geroglifica egiziana: essa giunse anche, mediante il processo dell'acrofonia, alla formazione di 24 segni monoconsonanti, usati, ad evitare l'ambiguità di lettura (anfibologia), come complementi fonetici degli ideogrammi. Altre notevoli s. ideografiche sono: a) la cinese, che non raggiunse neppure lo stadio sillabico se non quando passò ai Giapponesi; b) la cuneiforme babilonese-assira, nella quale gli ideogrammi, a causa della materia su cui erano tracciati (argilla), presero la forma schematica lineare di piccoli cunei variamente disposti; c) i geroglifici hittiti (non interamente decifrati); d) le s. cretesi (indecifrate); e) le s. americane (Maya e Aztechi). Unicamente sillabiche furono la s. cipriota e l'indiana devandigari.

II. S. ALFABETICHE

Il trapasso dai sistemi ideografici e sillabici al sistema alfabetico monolittero, il quale rappresenta l'ultima fase evolutiva della s. in senso semplificativo, è stato variamente spiegato a causa della mancanza di una documentazione precisa (v. ALFABETO). Il processo fu con molta probabilità quello acrofonico (riduzione del valore fonetico dell'ideogramma alla sola consonante iniziale) mentre la derivazione specifica fu variamente dedotta dalla s. egiziana (ieratica e demotica), dalla s. cipriota, dai cuneiformi assiro-babilonesi, senza poter raggiungere un risultato positivo. I segni delle s. sinaitiche (scoperte dall'egittologo F. Petrie nelle antiche miniere della penisola del Sinai e risalenti al 1500 ca. a. C.) sono da molti considerati come prototipi dell'alfabeto semitico: però la scrittura espressa con tali segni (ca. 25) rimane indecifrata. Comunque è significativo il numero ridotto dei segni. È verosimile tuttavia che il sistema di s. alfabetica sia nato in ambiente semitico antecedentemente alle iscrizioni sinaitiche, intorno al sec. XVIII a. C.

Gli alfabeti semitici si possono ridurre a due gruppi: a) nord-semitico, comprendente gli alfabeti cananei e aramaici. Appartengono ai primi il fenicio e l'ebraico antico, ai secondi l'arabo settentrionale, il palmireno e l'ebraico quadrato.

Importanza fondamentale ebbe l'alfabeto diffuso dai Fenici che dette vita agli alfabeti punico e greco: da quest'ultimo alla loro volta derivarono il copto, il gruppo slavo (glagolitico e ciriliano) e il gruppo occidentale (etrusco, italici e latino); b) sud-semitico, comprendente l'alfabeto arabo meridionale, che dette origine all'alfabeto etiopico.

Per le s. derivate dagli alfabeti greco e latino v. PALEOGRAFIA.

III. MATERIALE E ANDAMENTO

Ogni s. presuppone due elementi sostanziali: il materiale scrittorio e l'andamento grafico. Il materiale varò secondo il carattere della s., le disponibilità contingenti e i tempi. Così per le s. monumentali (epigrafiche) destinate a sopravvivere per lungo tempo, si usarono la pietra e i metalli; per s. di minor mole, il papiro (v.), gli ostraca (cocci di vasi), la pergamena (v.), le tavolette cerate (v.), la carta (v.). Ad ogni materiale corrispose un relativo strumento (v. STRUMENTI SCRITTORI). L'invenzione della stampa segnò la graduale sostituzione della s. con sistemi meccanici.

Quanto all'andamento grafico si notano tre schemi fondamentali: a) s. verticale sinistrorsa, cioè dall'alto in basso e da destra verso sinistra (p. es., la s. cinese e in alcuni casi la geroglifica egiziana); b) orizzontale sinistrorsa (comune alle s. delle lingue semitiche); c) orizzontale destrorsa (comune alle s. delle lingue indoeuropee), derivata dalla sinistrorsa attraverso la fase bustrofedica (un rigo sinistrorso e uno destroso alternati).

La necessità di semplificare ed accelerare la s. ha portato in ogni tempo alla formazione di sistemi corsivi e tachigrafici.

Bibliografia5 opere
BIBL.: P. Berger, Histoire de l'écriture dans l'antiquité, Parigi 1891; H. Jensen, Geschichte der Schrift, Hannover 1925; id. Die Schrift in Vergangenheit und Gegenwart, ivi 1935; D. Diringer, L'alfabeto nella storia della civiltà, Firenze 1937; I. G. Février, Histoire de l'écriture, Parigi 1948. Cf. inoltre la bibl. della voce ALFABETO.

SCRITTURA PRIVATA, SCRITTURA PUBBLICA, ecc. v. DOCUMENTO.

Informazioni sulla voce

Di Sergio Bosticco

Fonte letta dalla scansione

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 177–178.

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vol. 11, coll. 177–178

Altre voci di Sergio Bosticco: SCHIAPARELLI, ERNESTO · ROSELLINI, IPPOLITO · PUTIFARE · UNGARELLI, LUIGI · OSIRIDE (OSIRIS; EGIZ. WÉJR; GR. "ΟΣΊΡΙΣ)

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Bosticco, Sergio. “Scrittura.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 177–178. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/scrittura.

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Bosticco, Sergio. “Scrittura.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 177–178. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/scrittura.

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