STRUMI. - Antica abbazia benedettina nel Casentino, fondata da Teugrimo o Teudegrimo, della famiglia dei Guidi, sulla fine del sec. X.
Dedicata a s. Fedele, deve forse la sua origine al rifiorire del culto per questo santo (cf. Anal. Bolland., 9 [1890], pp. 354-59, e 21 [1902], p. 29 sgg.; BHL, 2925); ma intorno alla metà del sec. xi era già in decadenza, tanto che verso il 1085 ai Benedettini subentrarono i Vallombrosani (certamente da questi ultimi dipendeva nel 1090, come si ricava da un privilegio di Urbano II: Jaffé-Wattenbach, 5433), il cui primo abate fu il b. Andrea da Parma. Poco dopo la metà del sec. Giovanni (v.), poi antipapa con il nome di Callisto III. Sulla fine dello stesso secolo, sotto l'abate Placido, divenuta malsicura la sede per le lotte continue tra guelfi e ghibellini, cominciò l'esodo dei monaci verso Poppi, munita dai Guidi.
La nuova abbazia, intitolata anch'essa a s. Fedele, ebbe vita fiorente fino al sec. xv, mentre S., abbandonata, si ridusse allo stato di rudere (la chiesa era ancora in piedi nel 1583, ma non più nel 1850).
L'abbazia di Poppi fu data in commenda agli arcivescovi di Firenze nel corso del sec. xv, ma nel 1510 Giulio II la restituì ai Vallombrosani. Soppressa nel 1809 in seguito alla legge napoleonica, non fu più ricostituita: rimane ancora la chiesa di S. Fedele, con alcune tele pregevoli e una tavola raffigurante una Madonna di scuola toscana del sec. xiii.