Fu fondata nel 1100 ca. come sede di Canonici Regolari, ma il fondatore, conte Udalcalco di Stille e Hefti, vi chiamò, nel 1112, monaci benedettini dall'abbazia di Göttweig. Sin dal 1114 era abbazia indipendente. Nel 1116 si ebbe la prima dedicazione della chiesa. Già nel medio dì 1116, fu una scuola, anche esterna; ma nel 1814 fu aperto un ginnasio pubblico, con annesso convitto, che presto ebbe grande rinomanza. Dopo la soppressione nazista (1938-45) è oggi in piena ripresa. L'abbazia ha una notevole biblioteca, un museo (più di 600 tele), un medagliere, un gabinetto di monete, un tesoro. Ha la cura di 14 parrocchie incorporate.
La chiesa attuale è gotica (coro del 1300 ca.); le tre navate sono anteriori, del 1254; ma fu parzialmente ricostruita dal 1630 in poi e nel 1677 completamente barocchizzata. Gli altari sono del 1690-1703, le cappelle laterali posteriori. Anche il chiostro è una ricostruzione barocca. Il convento, già in parte rinnovato sin dal 1630, fu trasformato e riedificato secondo una pianta grandiosa di J. Munggenast e di J. G. Hayberger, fra il 1719 e il 1749. Il fronte lungo misura 160 m.; ha 5 cortili e al centro la chiesa; l'ingresso al monastero ha tre navate, lo scalone tre braccia; la biblioteca, a due piani, fu affrescata da P. Troger (1741); notevole il refettorio, con le tele di J. M. Schmidt, e la sala marmorea, con affreschi del Troger. L'insieme forma un complesso tipico per le grandi abbazie benedettine austriache.
Fra le parrocchie incorporate merita menzione il santuario del Sonntagsberg (740 m. di altezza) della S.ma Trinità; cappella nel 1440, chiesa gotica nel 1490, fu trasformato in una splendida costruzione barocca tra il 1706 e il 1717, dai celebri architetti J. Prandtauer e J. Munggenast. Nella cupola è un grandioso affresco di D. Gran, che è tra le sue opere maggiori; l'interno e il mobilio sono in stile barocco; interessante è il Tesoro. - Vedi tav. XVII.
SEITZ, LUDOVICO. - Pittore, n. a Roma l'11 giugno 1844, m. ivi l'11 sett. 1908, figlio del pittore Alessandro Massimiliano, che a Monaco era stato scolaro del Cornelius.
Continua a Roma la tradizione dei nazzareni complicandola sotto l'influsso dei pre-raffaelliti e del romanticismo tedesco, ciò che lo portò a goticizzare le sue forme, come è chiaro nella decorazione della Cappella tedesca nella basilica di Loreto (1892-1902) tutta irta di trine, intagli, pinnacoli, trafori. Altre sue opere memorabili sono, a Roma, la decorazione dell'abside di S. Ivo dei Brettoni, scene della vita di S. Giovanni Nepomuceno in una cappella della chiesa di S. Maria dell'Anima e i cartoni per la grande finestra della stessa chiesa, la vita di S. Tommaso d'Aquino nella Galleria dei Candelabri in Vaticano ove esegui anche i restauri degli affreschi dell'appartamento Borgia e della Sistina. Lavorò il S. a Treviso nel Duomo quattro affreschi del coro e nel S. Antonio a Padova; all'estero si interessò alla grande decorazione pittorica della cattedrale di Diakovar in Slavonia, lavorò nella cattedrale di Friburgo e nella cappella del principe Fürstenberg in Heiligenberg sul lago di Costanza.
Pittore dotato di sincero entusiasmo per l'arte, cercò resistere con ogni mezzo all'in-vadente naturalismo veristico e si rifugiò nel passato studiando della pittura quattrocentesca anche la tecnica; il che lo portò a possedere un mestiere per molti aspetti mirabile.