REGESTO

REGESTO. — Il vocabolo regestum (da re-gero) fu usato principalmente, dalla fine dell'età classica fini quasi ai giorni nostri, come equivalente di regi-strum (nel senso di «fisco» ricorre tre volte in Gre-gorio di Tours, Hist., IX, 9 e 34; X, 19), tuttavia con un valore che non sempre coincide con il significato odierno di «registro».

I. Comune è il titolo di r. dato ai libri in cui si copia-vano tutti o i più importanti documenti che costituivano munimina di monasteri, chiese (cf., ad es., il r. di Tivoli), confraternite, ecc.; esso però risale molto spesso a data re-cente: al sec. XV si attribuisce la dicitura di Regestum al car-tulario di S. Angelo in Formis (ed. M. Inguanez, nel Tabu-larium Casinense, Montecassino 1925); alla fine del XVII o principio del XVIII il nome di Regestum Farfense per il Liber gennigraphus sive cleronomialis ecclesiae Farfensis (ed. I. Giorgi e U. Balzani, 5 voll., Roma 1879-92 e 1914 [introduzione]), ecc. Più comune in questi casi era nel medioevo la

denominazione di registrum, come per il famoso Registro di Pietro Diacono, o per il Registro di Tommaso Decano (dagli editori [Montecasino 1915] chiamato r.: ma cfr. il cod. 1°), oppure quelle di chronicon, cartularium, liber instrumentorum o privilegiorum, ecc. D'altro canto è frequentemente citato contrario, ossia l'estensione del vocabolo r. a cui è proprio registri, cioè alla raccolta di atti emanati da uno stesso autore o rogati da uno stesso notaio, registrati per volontà dell'autore stesso a documentazione degli atti in corso presso la cancelleria o l'ufficio notarile.

I diplomatisti chiamano oggi comunemente r. le edizioni parziali di documenti di cui si riportano i dati ritenuti essenziali, con omissione delle formule fisse e delle amplificazioni retoriche, a somiglianza di quanto si faceva per ragioni pratiche, in molti registri di cancelleria. Tale sistema, che ebbe grande fortuna tra la fine del secolo scorso e il principio del presente, non trova più oggi molti seguaci; esso risulta infatti metodologicamente imperfetto sia perché il criterio di cernita tra dati essenziali e non essenziali rimane sempre soggettivo, sia perché la continuità di una formula, le sue mutazioni anche minime, le varietà lessicali con cui può presentarsi hanno il loro peso sotto l'aspetto storico, giuridico, linguistico, oltre che diplomatico. Diverso valore, in quanto non intendono sostituirsi all'edizione, ma solo offrire un indice di documento, hanno invece i r. costituiti da un brevissimo riassunto che dà notizia dell'autore, del destinatario, del disposto talora anche dello scrittore dell'atto: ordinati in successione cronologica, essi ricordano da vicino, come struttura, i cataloghi archivistici (soprattutto dei secc. XVII e XVIII). Si usa anche premetterli, nelle edizioni dei «codici diplomatici», ai singoli documenti, per offrire al lettore una rapida notizia del contenuto.

II. Al significato moderno di r., nella doppia accezione indicata, si ricollegano i titoli di alcune importanti raccolte, fra cui le principali sono:

1. REGESTA IMPERII. Indice dei documenti della Cancelleria imperiale iniziato da Johann Friedrich Böhmer nel 1831 con un volume dedicato ai Regesta chronologico-diplomatica regum atque imperatorum Romanorum, inde a Conrado I usque ad Heinricum VII (Francoforte s. M. 1831), per il periodo 10 nov. 911-24 ag. 1313. Successivamente il Böhmer vi premise i Regesta chronologico-diplomatica Karolorum (ivi 1833), dal marzo 752 al maggio 987; e vi aggiunse poi un III vol. di Regesta imperii inde ab anno MCCCCXVIII usque ad annum MCCCCXLVIII (ivi 1839), in cui raccolse, in sezioni separate, anche i documenti pontifici e di altre cancellerie particolarmente importanti per la storia della Germania di quel periodo. Questo volume ebbe pure tre Additamenta, pubblicati rispettivamente nel 1841, 1846 e 1865 (quest'ultimo stampato postumo a Innsbruck, a cura di J. Ficker).

La notizia acquisita di altri documenti suggerì ben presto l'utilità di una 2a ed. che, ampliata rispetto al disegno originale, comprende diversi volumi, tuttora in corso di pubblicazione. Sono finora usciti: vol. I: Die Regesten des Kaiserreichs unter den Karolingen, 751-958, a cura di E. Mühlbacher (3 tomi, Innsbruck 1890-1908); II: Die Regesten des Kaiserreichs unter den Herrschern aus dem Sächsischen Hause, 919-1024, fasc. 1 (dal 919 al 973), a cura di E. von Ottenthal (ivi 1893); fasc. II (dal 973 al 983), a cura di H. L. Mikoletzky (Graz 1930); III: Die Regesten des Kaiserreichs unter dem Salischen Hause, 1024-1125, parte I, fasc. 1 (dal 1024 al 1039), a cura di H. Appelt con la collaborazione di N. von Bischoff (ivi 1951); V: Die Regesten des Kaiserreichs unter Philipp, Otto IV., Friedrich II., Heinrich (VII.), Conrad IV., Heinrich Raspe, Wilhelm und Richard, 1198-1272, a cura di J. Ficker e (dal fasc. III) di E. Winkelmann, t. I: Kaiser und Könige, fasc. 1 e II (Innsbruck 1881-82); t. II: Papste und Reichsachen, fasc. III e IV (ivi 1892-94); t. III: Einleitung und Register, fasc. V (compilato da F. Wilhelm, ivi 1901); VI: Die Regesten des Kaiserreichs unter Rudolf, Adolf, Albrecht, Heinrich VII., 1273-1313, parte I (dal 1273 al 1291), a cura di O. Redlich (ivi 1898); parte II, fasc. 1 e II (dal 1291 al 1295), a cura di V. Samanek (ivi 1933-35); VIII: Die Regesten des Kaiserreichs unter Kaiser Karl IV., 1346-78, a cura di A. Huber (ivi 1877), con un Additamentum primum, a cura dello stesso (ivi 1889); XI: Die Urkunden Kaiser Sigmunds, 1410-37, a cura di W. Altmann, parte 1a (dal 1410 al 1424), fasc. I e II (ivi 1896-97); parte 2a (dal 1425 al 1437), fasc. III-V (ivi 1897-1900).

2. REGESTA PONTIFICUM. Raccolta analoga all precedente per i documenti emanati dalla Cancelleria pontificia, iniziata da Philipp Jaffé con il vol. Regesta Pontificum Romanorum ab condita Ecclesia ad annum post Christum natum MCCCCXVIII (Berlino 1851), ora ripubblicato in 2 voll. con aggiunte e correzioni a cura di S. Loewenfeld, F. Kaltenbrunner e P. Ewald (I: a.s. Petro ad a. MCCXLVIII, Lipsia 1885; II: ab a. MCCXLVIII ad a. MCCXCVIII, ivi 1888); vi sono inclusi, contando pure i falsi e i supplementi, 18.000 r.

La compilazione dello Jaffé, che giunge fino al pontificato di Celestino III (il termine era stato scelto nel presupposto che per il periodo successivo l'elenco sarebbe riuscito inutile, data la conservazione dei registri pontifici [v.]: in realtà solo una minima parte dei documenti della Cancelleria pontificia è trascritta nei registri), fu proseguita da Augusto Potthast per i papi da Innocenzo III a Benedetto XI (e cioè per tutto il periodo preavangione) nei Regesta Pontificum Romanorum inde ab a. post Christum natum MCCCCXVIII ad a. MCCCCIV, in 2 voll. (Berlino 1874-75), che comprendono complessivamente 26.662 r.

Lo stesso titolo Kehr (v.) a due raccolte, tuttora incompiute, dedicate ai documenti pontifici fino a Celestino III esistenti nelle biblioteche e negli archivi d'Italia, Germania e Svizzera (il disegno originario comprendeva pure la Francia, le Isole Britanniche, la Spagna e il Portogallo, ma i volumi relativi non sono mai stati pubblicati). Per la fase preparativa del

Article illustration
Ifel. Enc. Catt.)
Regesto - R. di Tivoli. Miniatura raffinurante i Tiburtini che si obbligano a offrire ogni anno in anore di s. Lorenzo la somma di I denaro, nelle sue festivita ( $2^{\circ}$ meta del sec. xII) - Archivio Vaticano, arm. I. 3658 , f. $38^{2}$.

lavoro, ideato come base per l'edizione critica integrale di tutti i documenti pontifici fino al 1198, il Kehr si giovò della collaborazione di M. Klinkenborg e L. Schiaparelli per l'Italia, di A. Brackmann per la Germania e la Svizzera e di W. Wiederhold per la Francia, e ne espose via via i risultati in numerose comunicazioni alla «Gesellschaft der Wissenschaften» di Gottinga (v. le relative Nachrichten della classe storico-filologica dal 1896 in poi). I volumi pubblicati, tutti editi a Berlino, offrono il materiale diviso per regioni, diocesi, archivi e danno preziose notizie sulla consistenza di ogni fondo, con opportuni riferimenti bibliografici. Le due raccolte sono così ripartite: Italia Pontificia, I: Roma (1906); II: Latium (1907); III: Etruria (1908); IV: Umbria, Picenum, Marsia (1909); V: Aemilia sive provincia Ravenna (1911); VI: Liguria sive provincia Mediolanensis, parte 1: Lombardia (1913); parte 2: Pedemontium, Liguria Maritima (1914); VII: Venetiae et Histria, parte 1: Provincia Aquileensis (1923); parte 2: Republica Venetiarum, Provincia Gradensis, Histria (1925); VIII: Regnum Normannorum, Campania (1935). Germania Pontificia, I: Provincia Salisburgensis et episcopatus Tridentinus (1911); II: Provincia Magnuntinensis, parte 1: Dioceses Eichstetensis, Augustensis, Constantensis I (1923); parte 2: Helvetia Pontificia: Dioceses Constantensis II et Curiensis et episcopatus Sedunensis, Genevensis, Launannensis, Basiliensis (1927); parte 3 (erroneamente indicata nel frontespizio come vol. III): Dioceses Strassburgensis, Spirensis, Wormatiensis, Wiricburgensis, Bambergensis (1935).

3. REGESTA CHARTARUM ITALIAE. Collezione in corso, di volumi (finora 33) dedicati all'edizione (inizialmente sotto forma di r., poi integrale) di documenti tolti da fondi archivistici italiani. Fu iniziata a Roma nel 1907 sotto gli auspici dell'Istituto storico prussiano e dell'Istituto storico italiano; quest'ultimo ne assunse da solo l'edizione dal 1928 (vol. XIV), e dopo la sua scissione in Istituto storico italiano per il medioevo ed Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea (1934) la trasmise al primo dei due.

4. Anche fuori delle collezioni citate sono stati pubblicati elenchi di r. per gli atti emanati da alcune autorità, sia come appendice a monografie storiche, sia come compilazioni a sé. Si ricordano, tra i più noti, K. Fr. Stumpf-Brentano, Die Kaiserurkunden des X., XI. und XII. Jahrhunderts... (vol. I e II, Innsbruck 1865-83), da Enrico I (apr. 1919) a Enrico VI (sett. 1197), solo in parte superato dai Regesta imperii; W. Behring, Regesten des normannischen Königshauses (in Sicilianische Studien, II, Elbing 1887, pp. 3-28); R. Poupardin, Les institutions politiques et administratives des principautés lombardes de l'Italie méridionale, IXe-XIe siècles (Parigi 1907); R. Ries, Regesten der Kaiserin Constanze, Königin von Sizilien, Gemahlin Heinrichs VI. (in Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken, 18 [1926], pp. 30-100), ecc.

Bibl.: G. Waitz, Über die Herausgabe und Bearbeitung von Regesten, in Historische Zeitschrift, 40 (1878), pp. 280-95; P. Kehr, Über den Plan einer kritischen Ausgabe der Papsturkunden bis Innocenz III., in Nachricht. der königl. Gesellschaft, d. Wissenschaften, 3 (1911), p. 1-15; E. Bernheim, Lehrbuch der historischen Methode und der Geschichtshistologie, 4a ed., Lipsia 1903, pp. 516-21; H. Bresslau, Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien, I, 2a ed., Lipsia 1912, pp. 101 sq., 103 nota 2; A. Hessel, Zur Geschichte der Regesten, in Archiv für Urkundenforschung, 10, 11 (1928), pp. 217-25; A. de Bouard, Manuel de diplomatique française et pontificale, I: Diplomatique générale, Parigi 1929, pp. 190-219.