SCHWALM, BENOÎT. - Teologo e filosofo democratico, n. a Nancy il 15 ott. 1860, m. a Pass-Prest (St. Paul du Var) il 17 nov. 1908. Religioso nel 1878, studiò a Flavigny, a Belmonte (Spagna) e a Valders (Tirolo); insegnò filosofia a Corbara (1884-86) e sociologia a Flavigny (1893-99).
Si occupò particolarmente dei problemi sociali del tempo, che approfondì e cercò di risolvere alla luce della filosofia tomistica mostrandone la modernità. Scrisse molti articoli sulle condizioni del clero, la posizione della Chiesa dal punto di vista politico e sociale, il socialismo, il diritto di proprietà, i rapporti fra l'individuo e la società in La scienze sociale (1892-94) e in Revue thomiste (1894-1898). Il suo pensiero in materia di sociologia è raccolto nelle Leçons de philosophie sociale (2 voll., Parigi 1911). Affrontò pure con senso di equilibrio e rigorosa ortodossia i problemi della nuova apologetica e della filosofia dell'immigenza; si ricordano: L'Acte de foi est-il raisonnable?, in Revue thomiste, 4 (1896), pp. 36-63; Les illusions de l'idéalisme et leurs dangers pour la foi, ibid., pp. 413-41; scrisse pure: La vie privée des juifs à l'époque de Jésus-Christ (Parigi 1910); Le Christ d'après st. Thomas d'Aquin (ivi 1910). S. fu uno dei primi a combattere gli errori modernisti.