Gennadio conosce di lui una Expositio in epistulam ad Galatas. In realtà però S. ha commentato tutte le epistole paoline: di questi commentari si sono conservati molti frammenti nelle «catene» (v. K. Staab, Pauluskommentare der griechischen Kirche, Münster 1933, pp. 213-351). Come esegeta è rappresentante della scuola antiochena e s'avvicina spesso al suo maestro Diodoro (ibid., p. xxxi). La sua opera esegetica esisteva in due recensioni (ibid., p. xxxiii; H. Emonds, Zweite Auflage im Altertum, Lipsia 1941, p. 372). Una raccolta completa dei suoi sermoni non esiste ancora, molti di questi sono nella tradizione falsamente attribuiti a s. Giovanni Crisostomo, p. es.: sei prediche sull'Hexaemeron vanno sotto il nome del Santo (PG 56, 429 sg.: molti frammenti presso Cosma Indicopleuste). 9 Sermoni si sono conservati in lingue armena (ed. Aucher, Venezia 1827, le omelie 10-15 non sono opera di S.), e alcuni di questi sono stati rintracciati tra le opere del Crisostomo. Sarebbe inutile voler indicare tutte le omelie che gli sono state attribuite con più o meno ragione, bisogna però menzionare l'importanza di S. per l'omiletica occidentale, specialmente per Pietro Crisologo, e forse anche per Vittore di Capua (v. A. Siegmund, Die Überlieferung der griechisch-christlichen Literatur in der lateinischen Kirche, Monaco 1939, p. 130 sg.). Del resto Gennadio attesta la traduzione latina di opere di G. (v. P. Courcelle, Les lettres grecques en Occident, Parigi 1943, p. 222). S., che per il suo atteggiamento verso s. Giovanni Crisostomo era rimasto un po' nella penombra (l'Altaner tratta di lui in un paragrafo, che parla degli avversari di Giovanni Crisostomo), in seguito agli studi recenti è diventato una persona di maggiore importanza. S. fu un uomo colto, un teologo ortodosso e un carattere forse ambiguo.
Bibliografia11 opereJ. Zellinger, Die Genesishomilien des Bisch. S. v. G. Münster 1916; id., Studien zu S. v. G., ivi 1926; G. Dürks, De Severiano Gab., Disc.,
BIBL.: J. Zellinger, Die Genesishomilien des Bisch. S. v. G. Münster 1916; id., Studien zu S. v. G., ivi 1926; G. Dürks, De Severiano Gab., Disc., Kiel 1917; H. Lietzmann, s. v. in Pauly-Wissowa, II, II, coll. 1930-32; Ch. Martin, in Rev. d'hist. ecclés., 25 (1929), p. 709, n. 1; id., in Le Muséon, 48 (1935), pp. 311-21; ibid., 54 (1941), pp. 34-38, 53-57; G. Ricciotti, L'Apocalisse di Paolo siriano, II, Brescia 1932, pp. 43-49 (sulla cosmologia); B. Marx, in Or. chr. per., 5 (1939), pp. 281-367; A. Graf, Gesch. der christlich-arabischen Literatur (Studi e testi, 113), I, Città del Vaticano 1944, p. 355; B. Moss, in Bull. School Orient. Afric. Studies, Londra 1948, p. 555 sg.
Peterson, Erik, and Agostino Amore. “Severiano.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 462–464. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/severiano.
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Peterson, Erik, and Agostino Amore. “Severiano.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 462–464. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/severiano.
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