SOFRONIO di GERUSALEMME, santo. - N. a Damasco ca. il 560, m. a Gerusalemme l'11 marzo 638.
Monaco a Gerusalemme, accompagnò in Egitto ed a Roma Giovanni Mosco (v.), e dopo la morte di questi (619) ritornò in Palestina. Visitò un'altra volta l'Egitto dove difese contro il patriarca Ciro il diotelismo. Eletto (634) patriarca di Gerusalemme, nel 637 fu costretto a consegnare la città santa al califfo Omar.
Le sue idee sulle due energie in Cristo sono note dalla sua lettera sinodale. Un florilegio con 600 testimonianze di Padri a favore delle due energie non si è conservato. S. è conosciuto anche come agiografo, è autore della Vita e della collezione dei miracoli dei santi egiziani Ciro e Giovanni (PG 87, 3, 3377-3676), opera di ringraziamento verso i santi, scritta con tutte le finezze dell'arte retorica. Non autentica è la Vita Mariae Aegyptiacae, attribuita a lui (ibid., 3697-3726). Insieme con Giovanni Mosco compose una biografia del patriarca alessandrino Giovanni l'Elemosiniere (m. nel 619); scrisse inoltre poesie: Anacreonteia (ibid., 3733-3838), che non erano destinate per i servizi religiosi. Se abbia scritto anche inni liturgici, è discusso. Prediche di lui si sono conservate, fra le quali sono importanti quella: sull'Annunziazione a Maria (ibid., 3217-88) e una sulla festa di Natale (ed. di H. Usener, in Rhein. Museum f. Philol., nuova serie, 41 [1886], pp. 500-16; v. su questa predica H. Usener, Religionsgeschichtliche Untersuchungen, I, Bonn 1889, p. 326 sgg. e Phokylides, in Ehklesiastikas Pharos, 1918, p. 319 sgg.).
