SIGEBERTO di GEMBLOUX. - Benedettino, n. ca. il 1030 presso Gembloux, m. ivi il 5 ott. 1112. Insegnò per più di 20 anni nella scuola monastica di St-Vincent di Metz, poi tornò per lo stesso incarico nell'abbazia di Gembloux (diocesi di Namur), dove aveva ricevuta la sua prima educazione e preso l'abito benedettino. Quantunque passasse per monaco pio, di costumi intemerati e fosse vissuto nella diocesi di Liegi con la fama di zelante riformatore da alcuni dei suoi vescovi, si lasciò tuttavia sviare dal suo particolarismo liegese e dalla sua mentalità di conservatore fino ad un'opposizione violenta contro i decreti di Gregorio VII.
La sua Apologia contra eos qui calumniantur missas coniugatorum sacerdotum è un'interpretazione errata del pensiero del Pontefice. Più premuroso della indipendenza di Liegi che non della difesa dell'imperatore Enrico IV, S., nella sua Epistola Leodicensium adversus Paschalem
papam, protesta contro l'invito di Pasquale II al conte Roberto di Fiandra di rivolgere le sue armi contro quelli del clero liegese, che erano fedeli all'imperatore Enrico, e oppone alla S. Sede l'autorità episcopale. I pregiudizi di S. intaccano anche, in parte, la sua opera storica, che è pure degna di interesse; oltre ad un Chronicon universale e un De viris illustribus, gli si devono la continuazione dei Gesta abbatum Gemblaechium; una doppia Vita s. Lamberti, protettore della sua patria, e varie altre biografie. Per tutte queste opere poté attingere copiose informazioni dalla rinomata biblioteca del suo monastero.
Scrittore dallo stile chiaro e puro, S. deve essere annoverato, secondo il p. E. da Moreau, tra gli scrittori più eruditi e colti del medioevo.