SIMOR, JOHANN

SIMOR, JOHANN. — Cardinale, n. il 23 ag. 1813 a Székesfehérvár (Stuhlweissenburg), m. il 24 genn. 1891 a Strigonia.

Sacerdote nel 1836, nel 1839 professore di teologia all'Università di Budapest, nel 1841 prefetto degli studi nel Seminario Pazmanium di Vienna, nel 1850 cappellano di corte, nel 1851 consigliere di sezione per gli affari ungheresi presso il Ministero dei culti di Vienna, fu nominato nel 1857 vescovo di Győr (Raab) e nel 1867 arcivescovo di Strigonia e primate d'Ungheria. In tale qualità incoronò l'imperatore Francesco Giuseppe, dopo l'Ausgleich magiaro-austriaco, re d'Ungheria. Al Concilio Vaticano fu tra gli antinfallibilisti, giustificandosi con la situazione particolare dell'Ungheria. Secondo lui la definizione dell'infallibilità avrebbe grandemente osta- colato il ritorno alla Chiesa cattolica degli scismatici, assai numerosi nel regno ungarico. Inoltre ne sarebbero potute sorgere grandi difficoltà anche per l'attaccamento degli Orientali già uniti alla Chiesa. Dopo l'approvazione dei decreti conciliari, S. si affrettò ad indirizzare al suo clero ed ai suoi fedeli tre lettere pastorali sul relativo contenuto

e sul dogma e protestò vibratamente presso il Re-imperatore contro il tentativo governativo di voler sottoporre la pubblicazione dei decreti al placito regio. Il 22 dic. 1873 fu creato cardinale. Di ricca famiglia, impiegò il suo patrimonio in opere ecclesiastiche e culturali. Terminò la costruzione della basilica di Strigonia, dove fabbricò anche un nuovo palazzo arcivescovile.

BIBL.: necrologio in Civ. Catt., 14a serie, 9 (1891, 1), pp. 490-491; T. Granderath, Hist. du Concile du Vatican, II-III, Bruxelles 1908-13, passim.