SPENGLER, OSWALD. - Filosofo, n. il 29 maggio 1880 a Blankenburg, m. l'8 maggio 1936 a Monaco di Baviera. Studiò matematica e filosofia a Monaco e Berlino. Insegno matematica a Monaco.
Nell'opera sua più nota, ma dilettantesca e superficiale, Der Untergang des Abendlandes. Unrisse einer Morphologie der Weltgeschichte, 2 voll., 1918-22, spinge alle DILTHEY, WILHELM (v.): le strutture storiche si succedono fatalmente (senza significato e senza scopo, come le famiglie della fauna e della flora) e i valori che esprimono tramontano e passano come i fiori e le foglie (relativismo assoluto). Ogni «civiltà» è caratterizzata da una «forma», costituisce un «universo formale», che abbraccia tutte le manifestazioni di un'epoca (arte, filosofia, religione, scienza, ecc.), nasce, fiorisce e muore. La civiltà occidentale è «fustiana» e la sua legge è la «forza». Questa civiltà, espressa soprattutto dalla Germania, è destinata fatalmente al tramonto. S. scriveva ciò dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, che vide il crollo del pangermanesimo e dell'ideale politico di Bismarck (v.). Con l'avvento del nazismo S. vide di nuovo
nella Germania l'erede della civiltà faustiana (*Jahre der Entscheidung*, 1, *Deutschland u. die Weltgeschichtl. Entwicklung*, Monaco 1933).