SPIRITO

SPIRITO. Corrisponde al greco πνεῦμα e νόος, e al latino spiritus e mens. Etimologicamente significa «soffio», «alito» (vi si riferiscono le espressioni «s. vitale» e «s. animali» usate da Bacone e Cartesio [v.]] e presenta quindi una anima (v.). Usato come sinonimo di anima, significa principio vitale in genere; ma spesso è identificato con l'anima razionale (p. es., nella scolastica, in Cartesio, in Leibnitz [Monad., 82-83]) pensiero (v.), e allora si oppone al sensibile. In un senso derivato si parla dello s. di una dottrina, di un libro ecc. per indicare l'idea centrale o il principio animatore, che spesso si oppone alla «lettera».

In Platone e in Aristotele lo s. comincia ad acquistare il senso di essenza immateriale, inesistente, incorruttibile, immortale, quantunque permangano incertezze ed oscurità anche nello stesso Aristotele, dal quale il πνεῦμα è ancora concepito materialisticamente (qualcosa di mezzo tra il corpo, σῶμα e l'anima, ψυχή). Per gli Stoici il πνεῦμα è materia sottile; nell'uomo è una scintilla del πνεῦμα divino o ragione creatrice (λόγος σπερματικός: Stobbe, Ed., 1, 374), che è principio attivo, l'universo vivente; però Seneca (Epist., 65, 22) oppone s. a carne, e Marco Aurelio identifica il pneuma o alito spirituale con l'anima incorporea (Ric., II, 2). Neopagiorici e neoplatonici distinguono nettamente (e ciò giova a precisare il concetto di s.) tra corpo, anima (ψυχή) e s. (νόος), Plotino (v.) definisce come l'unità avente in sé la molteplicità (Em., V, 9, 6). Così lo s. viene a indicare il principio creatore.

A parte il significato teologico che ha nel Nuovo Testamento (soprattutto in s. Paolo), la filosofia cristiana eredita (e nearricchisce il significato) il concetto di πνεῦμα come anima vivificatrice immateriale distinta dalla ψυχή (Ireneo, Hef., V, 12, 2). Origine (v.), che distingue anche lui tra ψυχή e πνεῦμα da fiat quest'ultimo il principio del giudizio del bene e del male, del vero e del falso (De princ., III, 1-5); e s. Agostino (v.), che distingue tra ratio e intelligenti (inerenti alla mens.), identifica lo spiritus con la facoltà di formare, combinare e dissociare le similitudines corporales (De Gen. ad litt., XIX, cap. 23, n. 49), frutto dell'attività dell'anima. Invece, quando lo usa nel significato biblico (De anima et eius origine, II, cap. 2, n. 2) non lo distingue dalla mens. Alla filosofia cristiana sono dovuti la precisazione e l'approfondimento della distinzione tra s. e corpo e il nuovo e più complesso significato del concetto di s. (v. SPIRITUALISMO).

Nella filosofia moderna, da un lato Cartesio fa della sostanza spirituale (res cogitans) l'opposto della res extensa (Principia, I) e Spinoza uno degli attributi della Sostanza divina, costitutivo della sua essenza, in quanto Dio è res cogitans e res extensa (Eth., parte 2ª, De mente, propos. I-II); e, dall'altro, l'empirismo (v.), identifica lo s. con l'insieme delle rappresentazioni e per conseguenza nega che sia sostanza (Hume, Treatise of human nature, parte 4ª, sez. 5ª e 6ª). Sulla base del concetto kantiano (v. KANT) di lo trascendentale, di cui le forme a priori sono modi di funzionamento, l'idealismo trascendente dal concetto di s. una portata gnoseologico-metafisica, opponendolo alla materia (antitesi tra unità del pensiero e molteplicità empirica) e alla natura (antitesi tra l'io creatore e le cose create, tra l'io che è liberta e la necessità). Lo S., inteso come Egoità (Fichte) o come pensiero assoluto (Hegel), principio attivo imperiale, è creatore della realtà totale. Solo ad esso spetta l'immortalità e non agli io empirici. GENTILI (v.) il Pensiero puro dello Hegel si fa Pensiero in atto, dialettica di pensante e pensato. E così è distrutto il concetto di sostanza spirituale e lo s. si adegua alla natura. Il termine esprit ha ancora un significato suo proprio in Pascal (v.) di molteplicità di prospettive di conoscenza (pluralismo gnoseologico) o di attitudini speciali: esprit de géométrie, esprit de finesse, ecc. (Pensées, ed. Brunschvicg, 1-4).

Bibl.: oltre alle voci degli autori citati, cf. A. Lalande, Esprit, in Vocab. techn. et crit. de la philosophie, 5ª ed., Parigi 1947, pp. 289-90; G. Verbeke, L'évolution de la doctr. du pneuma du stoicisme à st Augustin, Lovanio 1945. Michele Federico Sciacca.