STADION, CHRISTOPH

STADION, CHRISTOPH. - Vescovo, n. nel marzo 1478 di famiglia nobile della Svevia a Schelklingen, m. a Norimberga il 15 apr. 1543.

Studiò a Tubinga (1490) e Friburgo in Brisgovia, ebbe la laurea di diritto a Ferrara, nel 1507 divenne canonico di Augusta quindi decano e vescovo il 20 apr. 1517. Fu ritenuto come il più dottore di principio-vescovi della Germania. Obbedendo alle prescrizioni del Concilio Lateranense V si propose il riordinamento della diocesi, tenne un Sinodo nel 1517 e nel 1518 ne ordinò la visita; nell'ott. 1520 si decise a pubblicare la bolla papale contro Lutero, vincendo le dubbiezzze suscitate in lui dalle divisioni penetrate in Augusta. In occasione della Dieta d'Augusta nel 1530, prese parte alla grande processione del Corpus Domini cui assistette anche Carlo V. S. era però ben disposto ad un'intesa con i protestanti. Si moveva infatti nella corrente di Erasmo di Rotterdam, da lui messo al di sopra dei grandi teologi dell'antichità e ammirato quale maestro di vita spirituale.

Patrocinò apertamente la concessione del calice ai laici, la soppressione del digiuno, il matrimonio dei preti e la liturgia in lingua tedesca, per cui fu ripreso dal nunzio Morone ad Hagenau nel giugno 1540; però gli promise nel 1542 di provvedere alla riforma della diocesi, pur esagerandone le difficoltà. Infatti in molte parti il protestantesimo vi era penetrato largamente: nel palatinato di Neuburg, nella contea di Ottingen, nelle città imperiali di Dinkelsbühl, Memmingen, Nördlingen e nella città episcopale, dov'era giunto con impronta zwingliana. Morì dopo avere accolto il mese precedente l'inviato papale Otto di Truchsess che doveva succedergli nel vescovato.

BIBL.: Pastor, IV, p. 265; V, pp. 37, 56, 259, 438 sgg., 458; H. Jedin, Storia del Con. di Trento, I, Brescia 1949, pp. 130, 249, 303, 385.