SUNDAR SINGH. - Mistico indù, detto Sadhu = "pio", n. a Rampur, al confine del Nepal il 3 sett. 1889, m. nel 1932.
Dalla setta religiosa in cui era nato, quella dei Sick che è un compromesso tra l'islamismo e l'indulismo, egli ricevette la possibilità di conoscere e di intendere le varie orientazioni della mistica: fervore dell'islamismo su fita, ritualismo del bramanesimo, esercizio pratico-spirituale dello Yoga, dottrina di salvezza del buddhismo. Ma nessuna lo appagò completamente. Solo il cristiano-simo, conosciuto attraverso la comunione anglicana, lo persuade e in questa chiesa egli ricevette il Battesimo il 3 sett. 1905 nel suo sedicesimo compleanno. A 19 anni si recò presso le Missioni del Tibet, donde in seguito peregrinò per l'India del nord e del sud, in Cina, in Giappone, nel Nord America e poi in Occidente: Inghilterra, Germania e Svezia dove strinse amicizia con l'archevoco luterano di Uppsala, N. Söderblom. Fece anche un viaggio in Palestina per ricalcare le orme di Gesù, la cui apparizione all'età di 15 anni lo aveva orientato verso il cristianesimo; studiò a fondo i grandi mistici di Occidente.
La sua visione è antintellettualistica, solo orientata verso l'amore di Dio, che Gesù Cristo ha rivelato al mondo, solo paga della preghiera, che è l'unica via alla comprensione delle cose divine. La sua fede ha carattere di infantile ingenuità che gli ha fatto ritenere reali miracoli e meravigliose apparizioni intorno alle quali sono stati, obbiettivamente, sollevati dei dubbi.
Essa in sostanza, a parte le peculiari caratteristiche che gli vengono dalla stirpe e dalla sua iniziale orientazione religiosa, è la fede mistica di tipo protestante in quanto non si preoccupa di ecclesiologia e si appaga soprattutto dell'unione dell'anima individuale con la divinità attraverso la preghiera.
SUNDAR SINGH. - Città cananea della Palestina (ebr. Sünem; gr. Σουνάμ), occupata da Tuthmosis III (smn, n. 38) e che ebbe notevole importanza sino alla sua distruzione, per opera di Labaja, nel sec. XIV.
Conquistata dagli Ebrei, fu assegnata da Giosuè alla tribù di Issachar (Jos. 19, 18). I Filistei vi si accamparono

Summaga - Affreschi nell'abside dell'antica chiesa abbaziale (inizi sec. xili).
prima della battaglia contro Saul sul Monte Gelboe (I Sam. 28, 4). Patria di Abisag (I Reg. 1, 3), della pia donna a cui Eliseo risuscitò il figlio (II Reg. 4, 8, 12; 8, 1), della Sulamite (Cant. 7, 1; gr. Σουκμάτης). Oggi Solem o Sulam, villaggio sul pendio meridionale del cosiddetto «Piccolo Hermon» (≈ Nebi ed-Dahj) a sud del Thabor. Nel tell sovrastante al villaggio è stata raccolta ceramica dal periodo del Bronzo II fino all'epoca araba.