Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Scienze esatte fisiche e naturali Questioni particolari

TETTONICA

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Noto anche come: inglese: structural geology; geologia strutturale

TETTONICA. - È quella parte della geologia (v.) che tratta: a) delle condizioni di posizione (giacitura), di forma e di reciproci rapporti delle rocce che costituiscono la crosta terrestre o litosfera; b) delle cause alle quali dette condizioni possono imputarsi (tettogenesi in generale; orogenesi, se riguarda l'origine delle montagne in particolare). Viene anche detta geologia strutturale.

La t. si suddivide in: a) t. delle rocce stratificate o sedimentarie (v.); b) t. delle rocce eruttive (v.); c) t. delle rocce metamorfiche (v.). L'assetto attuale di una qualunque massa rocciosa in se stessa considerata e nei suoi rapporti con altre, non corrisponde in genere a condizioni originarie, ma è la risultante dei movimenti, ai quali essa è andata soggetta attraverso i tempi geologici. In altri termini, le masse rocciose che vediamo costituire i rilievi, o comunque parti emerse della litosfera, sono generalmente dislocate rispetto alla posizione che occupavano quando s'erano formate. Questo fatto è soprattutto evidente per le masse di rocce stratificate, in quanto tal modo di presentarsi è prova della loro origine per deposizione o sedimentazione (per lo più al fondo di bacini marini) di materiali inorganici frammisti assai di frequente a resti organici (fossili), ad es., conchiglie.

La dislocazione delle masse stratificate può avvenire secondo due processi distinti e talora combinati, cioè per effetto di piegamento o corrugamento oppure per fratturazione in blocchi, che nei movimenti tettonici vengono spostati gli uni rispetto agli altri, con prevalente componente verticale verso l'alto o verso il basso (spostamenti per faglie).

Parte elementare di una massa stratificata è lo strato, il cui spessore (o potenza) è dato dalla misura della normale comune alle due superfici piane che lo delimitano. Le superfici che separano uno strato da un altro sono dette giunte.

Raramente un blocco stratificato viene dislocato conservando l'orizzontalità che, su estensione più o meno grande, caratterizza i singoli strati, in dipendenza dalla loro origine per sedimentazione. Uno strato non orizzontale si dice inclinato; l'inclinazione è compresa fra zero e 90 gradi (strato verticale). Nello studio - ai più svariati scopi - della t. di una serie stratificata non orizzontale è necessario stabilire la posizione nello spazio dei singoli strati, siano essi rimasti piani (dislocazione per faglie) oppure abbiano subito una curvatura (dislocazione per pieghe). Ciò si ottiene determinando la direzione dello strato e la sua inclinazione insieme al verso della sua immersione.

La direzione è data dall'angolo che una retta orizzontale tracciata sulla superficie dello strato forma con la retta nord-sud, cioè col meridiano geografico. Serve all'uopo la bussola da geologo, la quale dà direttamente il nord magnetico, da cui si passa a quello geografico conoscendo la declinazione magnetica attuale della località. L'inclinazione corrisponde all'angolo che la superficie (piano) dello strato forma col piano orizzontale (un semplice dispositivo accessorio delle bussole da geologo consente tale misura). È però necessario indicare il punto cardinale verso il quale lo strato si immerge.

Nella t. a pieghe, la curvatura di uno strato può avere la convessità rivolta verso l'alto e la piega si dice anticlinale; nel caso contrario sinclinale. Se le due parti (ali, falde) che costituiscono l'anticlinale o la sinclinale sono simmetriche oppure no, rispetto al piano assiale, quello cioè che passa per la cerniera ossia per il luogo dei punti di massima convessità, la piega è detta simmetrica oppure asimmetrica. Il piano assiale può essere verticale o inclinato fino ad orizzontale. Ne risultano pieghe oblique e rovesciate fino a coricate, nelle quali un'ala è normale e l'altra rovesciata. Nella prima gli strati si presentano in successione stratigrafica normale, nella seconda invertita. Le associazioni di pieghe traggono le loro caratteristiche (stile) dal tipo che vi predomina (regolari, isoclinali, a ventaglio, a zig-zag, ecc.).

Forme tettoniche speciali sono: strutture a cupola o pontive, nelle quali gli strati hanno disposizione periclinale o quaquaversale (ogni sezione è un'anticlinale); strutture a conca o a bacino o negative (ogni sezione è una sinclinale).

Le pieghe coricate, per allungamento della loro ala normale ed estremo stiramento di quella rovesciata, danno luogo alle strutture a falde o coltri di ricoprimento (stile alpino).

Le faglie, come accennato, risultano da fratture, seguite da spostamento. Questo avviene lungo il piano di separazione di due blocchi o pacchi di strati, detto piano di faglia, che può essere verticale o variamente inclinato. Se uno dei blocchi è spostato rispetto all'altro come se fosse scorso in basso lungo il piano inclinato della faglia, questa è detta normale o di distensione o di gravità. Se invece un blocco è risalito lungo il piano inclinato di faglia, questa è chiamata faglia inversa o di compressione. Gli spostamenti possono avvenire anche tangenzialmente (faglie con spostamento orizzontale).

Le faglie possono associarsi variamente in gruppi o sistemi (parallele, radianti, ecc.) con disposizione reciproca a gradinata (stile germanico) da un solo lato o da due lati. Nel secondo caso si può avere un blocco sollevato (pilastro tettonico, Horst), seguito ai due lati da blocchi via via abbassati, oppure un blocco ribassato (fosse o Graben) compreso tra due serie di blocchi via via rialzati (es. classico, la « Fossa del Reno »).

Esistono termini di passaggio tra la t. a pieghe e quella a faglie (pieghe-faglie) e del pari in una stessa regione possono combinarsi o seguirsi nel tempo i due tipi.

Ramiro Fabiani

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Di Ramiro Fabiani

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 27–28.

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Fabiani, Ramiro. “Tettonica.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 27–28. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/tettonica.

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Fabiani, Ramiro. “Tettonica.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 27–28. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tettonica.

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