TETRARCA. - Originariamente, e secondo l'etimologia, capo di una della quattro regioni di una provincia, o anche chi divideva il comando con altri tre; tetrarchia era l'autorità, la carica o il territorio del t.
Per primo Euripide (m. 406 a. C.) parla di tetrarchia relativamente alla Tessaglia. Strabone (m. 20 d. C.) attesta che ognuna delle tribù della Galizia era eretta da 4 t. Ma verso l'8s a. C. un solo capo comandava un'intera tribù, pur conservando il titolo di t. che in seguito andò perduto il significato originario, fino ad indicare solo il sovrano di una regione non molto estesa, di grado inferiore al re e all'entarca (v.), pur godendo qualcuno dei loro privilegi. In tal senso fu adoperato frequentemente dai Romani, specie per i piccoli stati della Siria.
EROE (v.) il Grande e suo fratello Fasaele ebbero da Antonio il titolo di t. (rispettivamente della Galilea e della Giudea) fin dal 41 a. C. T. è nel Nuovo Testamento il titolo ordinario di Erode Antipa (Mt. 14, 1; Lc. 3, 1; 19; 9, 7; Act. 13, 1), chiamato però talvolta anche re (Mt. 14, 9; Mc. 6, 14. 22. 25 sgg.), certo secondo l'uso popolare; Lc. 3, 1 dà lo stesso titolo di t. ad Erode Filippo, figlio di Erode il Grande: infatti tanto l'Antipa quanto Erode Filippo avevano ereditato ciascuno una delle quattro parti del Regno di Erode il Grande, mentre Archelao aveva avuto le altre due parti con il titolo di entarca. Lc. 3, 4 Lisania (v.) t. dell'Abilene (v.), Luigi Vagagnini