TERTULLO (Τέρτυλλος). - Retore, scelto, per la sua pratica degli usi forensi romani e della lingua greca, come avvocato del Sinedrio contro s. Paolo davanti al procuratore della Giudea Antonio Felice, a Cesarea di Palestina nel 58 (Act. 24, 1-9).
È incerto se fosse giudeo, greco o latino; vari indizi tendono ad escludere la prima ipotesi; il nome Tertullus (da Tertius) era frequente fra i Romani. La sua requisitoria, molto abile, si iniziò con una capitata benevolentiae troppo adulatrice in confronto dei reali meriti del procuratore (v. FELICE, ANTONIO); le accuse contro Paolo, accortamente mantenute sul terreno politico, furono tre: provoca sedizioni fra i giudei dell'Impero; è capo della setta dei nazorei (solo qui nel Nuovo Testamento come equivalente di « cristiani »); ha tentato di violare il Tempio. Sull'autenticità dei vv. 6c-8a i manoscritti e gli studiosi sono divisi, ma con una netta tendenza per la non autenticità, soprattutto per ragioni interne: così T. inviterebbe il procuratore ad inquisire da sé l'accusato, senza chiamare in causa il tribuno Liala. S. Luca ha riportato molto in breve la requisitoria, forse basandosi su note prese durante il processo, cui poté esser presente.

(fot. Max)