TESTAMENTO NELLA SACRA SCRITTURA

**TESTAMENTO** NELLA SACRA SCRITTURA. - Il termine *testamentum* nella Volgata traduce spesso *bērith* ebraico, con cui si indica sia un patto fra privati sia un'alleanza fra nazioni o gruppi etnici (*Gen. 21, 22 sgg.; Ex. 23, 32; 34, 12, 15; Deut. 7, 2; Jos. 9, 9 sgg.; Jud. 2, 2 ecc.*). In genere indica il patto stabilitosi fra Dio ed il suo popolo: relazione di privilegio, voluta a realizzata da Dio, bilaterale in quanto viene sempre espressa come condizione della fedeltà di Dio alle sue promesse l'osservanza della Legge.

In tal senso il termine latino *testamentum* è poco adatto; esso fu usato sotto l'influsso dei Settanta, che tradussero *bērith* con *δαβήχη* (*disposizione*), per lo più testamente taria). Aquila e Simmaco preferivano *συνθήχη* e già s. Girolamo (*In Mal. 2, 4: PL 25, 1555*) ammoniva che la parola T. *in* molti luoghi della Scrittura non significa la volontà dei defunti, ma un patto fra vivi. Il significato ordinario si può riscontrare, però, in *Gal. 3, 15* ed in *Hebr. 9, 16*. Tale senso si applica bene agli scritti del Nuovo T., in quanto il loro contenuto si può considerare come un'eredità, un bene (la Redenzione) in stretta connessione con la morte di Gesù Cristo. Per i libri che contengono la storia e le profezie del popolo ebraico è più logico parlare di scritti intorno al *patto* fra Dio e l'umanità.

L'uso di T. nel senso di raccolta di libri ispirati e antichissimo nella tradizione cristiana. Si trova già nella Bibbia: s. Paolo (*II Cor. 3, 14*) parla della *lettura* del Vecchio T. *; I Mach. 1, 60* descrive la persecuzione promossa da Antioco IV Epifane contro *i libri* del T. del Signore.

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BIBL.:** L. G. Da Fonseca, *Διὰθύχη, Foedus an Testamentum* in *Biblia*, 8 (1927), pp. 31-50, 161-81, 290-319, 418-41; 9 (1928), pp. 26-40, 143-60; G. Quell. J. Behm, *Διὰθύχη*, in G. Kittel, *Theologisches Wörterbuch zum Neuen Testament*, II, Stoccarda 1935, pp. 105-37.

**T. APOCRIFI. -** *I. Testamento dei XII patriarchi.* Libro apocrifo del Vecchio Testamento, sorto in ambienti giudicati del sec. II-1 a. C., interpolato da mani cristiane fin dal sec. II d. C., importante per conoscere la mentalità religiosa giudaica del sec. I, specialmente sul messianismo.

Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

Il problema del tempo di origine è complicato dalla presenza di molte interpolazioni. Dapprima le chiare allusioni alle dottrine del cristianesimo (perfino all'incarnazione di Dio e alla sua nascita da una Vergine) lo fecero ritenere tutto di origine cristiana (Sinker, Deane).

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(da Rerrodz di Landsberg, Herbas Delicurum, a cura di A. Straub. G. Keller, Strasbourgo 1901, Ios. 87) Testamento nella Sacra Scrittura - Antico Alleanza a legge rituale, miniatura dell'Hortus Delicjarum di Herrod di Landsberg, fol. $67^{2}$ ( 1230 ca.).

**T. APOCRIFI. -** *I. Testamento dei XII patriarchi.* Libro apocrifo del Vecchio Testamento, sorto in ambienti giudicati del sec. II-1 a. C., interpolato da mani cristiane fin dal sec. II d. C., importante per conoscere la mentalità religiosa giudaica del sec. I, specialmente sul messianismo.

Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

Il problema del tempo di origine è complicato dalla presenza di molte interpolazioni. Dapprima le chiare allusioni alle dottrine del cristianesimo (perfino all'incarnazione di Dio e alla sua nascita da una Vergine) lo fecero ritenere tutto di origine cristiana (Sinker, Deane).

**T. APOCRIFI. -** *I. Testamento dei XII patriarchi.* Libro apocrifo del Vecchio Testamento, sorto in ambienti giudicati del sec. II-1 a. C., interpolato da mani cristiane fin dal sec. II d. C., importante per conoscere la mentalità religiosa giudaica del sec. I, specialmente sul messianismo.

Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

Il problema del tempo di origine è complicato dalla presenza di molte interpolazioni. Dapprima le chiare allusioni alle dottrine del cristianesimo (perfino all'incarnazione di Dio e alla sua nascita da una Vergine) lo fecero ritenere tutto di origine cristiana (Sinker, Deane).

**T. APOCRIFI. -** *I. Testamento dei XII patriarchi.* Libro apocrifo del Vecchio Testamento, sorto in ambienti giudicati del sec. II-1 a. C., interpolato da mani cristiane fin dal sec. II d. C., importante per conoscere la mentalità religiosa giudaica del sec. I, specialmente sul messianismo.

Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

Il problema del tempo di origine è complicato dalla presenza di molte interpolazioni. Dapprima le chiare allusioni alle dottrine del cristianesimo (perfino all'incarnazione di Dio e alla sua nascita da una Vergine) lo fecero ritenere tutto di origine cristiana (Sinker, Deane).

**T. APOCRIFI. -** *I. Testamento dei XII patriarchi.* Libro apocrifo del Vecchio Testamento, sorto in ambienti giudicati del sec. II-1 a. C., interpolato da mani cristiane fin dal sec. II d. C., importante per conoscere la mentalità religiosa giudaica del sec. I, specialmente sul messianismo.

Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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Contiene le parole che ciascuno dei 12 figli di Giacobbe prima di morire avrebbe rivolto ai propri discendenti e a tutto Israele, ad imitazione dello stesso Giacobbe (*Gen. 49*), di Giuseppe (*ibid. 50, 24 sgg.*) e di Mosè (*Deut. 31-33*). Ciascun *τ. *ha* una parte storica o biografica (il Patriarca ricorda la sua vita, specialmente la virtù o il vizio per cui si è distinto), parentela (ne raccomanda o dissuade l'imitatione), profetica o esatologica (dei discendenti o di tutto il popolo predice che per le sue colpe sarà punito, ma così ritornerà a Dio, disponendo di ricevere la salvezza messianica).

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