TESTI, FULVIO. - Uomo politico, poeta, n. a Ferrara il 23 ag. 1593, m. a Modena il 28 ag. 1646.
Fu a servizio della Corte Estense a Modena; ambi ed ottenne gli uffici di corte e vantaggiose attività diplomatiche a Vienna, a Roma presso Urbano VIII (cf. il ritratto del Pontefice nella Relazione al Duca del 23 ag. 1634), a Torino, a Madrid. La volubilità del suo carattere è documentata dall'indifferente attribuzione di lodi e biasimi alle persone e agli Stati, a seconda delle circostanze (cf. Rime, Venezia 1616; Modena 1617; ivi 1653). La sua ambizione - alcuni ritengono che nel Conte zio del Consiglio Segreto il Manzoni abbia ritratto il T. dell'Epistolario - lo condusse a sperimentare l'instabilità della fortuna e, infine, dopo il tentativo di passare al servizio francese, il carcere nella fortezza di Modena, ove morì. Per il teatro compose L'Isola d'Alcina, L'Arsinda. Ai suoi tentativi epici, rimasti tutti incompiuti, appartengono il Costantino, l'India conquistata, Gli Amori di Pantea; più celebrate le ottave: il Pianto d'Italia, aspirazione alla libertà dalla servitù spagnola. Seguace del Chiabrera, nella lirica propugnò l'imitazione oraziana e pindarica. Leopardi affermò che se fosse vissuto in età meno barbara sarebbe stato il nostro Orazio, ma, riconosciutigli i meriti della grandiosità e dell'eloquenza, concluse che è difficile trovare Canzone che non sia malamente imbrattata dalla pece del suo secolo (Pensieri, 1, Firenze 1930, p. 110).