THIERRY, JACQUES-NICOLAS-AUGUSTIN. - Storio francese, n. a Blois il 10 maggio 1795, m. a Parigi il 22 maggio 1856.
Uscito nel 1813 dall'Ecole Normale, lo si trova, nel 1814, segretario di Henri de Saint-Simon, col quale sogna una riorganizzazione dell'Europa, attraverso una riforma degli spiriti e delle istituzioni, un sistema federativo, un parlamento comune, e l'adozione in ogni Stato della Costituzione inglese, ritenuta perfetta. Nel 1817 il T. riprende la sua autonomia, dopo aver ancora collaborato a *L'industrie* col filosofo-sociologo utopista. Sullo sfondo della polemica illuministica, egli innesta allora una romantica rivalutazione del passato, in funzione di una fede politica liberale. Riscopre così l'infanzia del terzo stato, e difende le razze oppresse: nei *Dix ans d'études historiques* saranno poi raccolti i primi frutti delle sue immense ricerche. Nell'*Histoire de la conquête de l'Angleterre par les Normands*, 4 voll., del 1824, domina l'idea della contrapposizione delle razze: ma più vive restano le *Lettres sur l'histoire de France* (1827), già in parte uscite nel 1818-19) che suggerirono qualche motivo al Manzoni. Sotto la Monarchia di luglio, che incarnava molti
dei suoi ideali, il T. ebbe ancora alcuni incarichi: costretto a lunghe cure, tornò a Parigi per nuove ricerche, che gli diedero l'occasione di stendere l'Essai sur l'histoire de la formation et du progrès du Tiers Etat (1853). Passò gli ultimi anni presso Cristina Trivulzio, principessa di Belgioioso, a Parigi.
Suo fratello, Simon-Dominique-Amédée, n. a Blois il 22 ag. 1797, m. a Parigi il 26 marzo 1873, fu pure storico e uomo politico, e si distinse da giovane come brillante articolista, poi nel 1828 pubblicò la Histoire des Gaulois, la sua maggiore opera storica che gli fece ottenere la cattedra di storia all'Università di Besançon. Le sue idee politiche, che gli causarono la sospensione dell'insegnamento durante il regno di Carlo X, lo misero in buona luce dopo la Rivoluzione del 1830. Th. fu nominato prefetto di Vesoul, dove rivelò sagge doti di amministratore, e, otto anni dopo, consigliere di Stato. Fra il 1840 e il 1847 pubblicò l'Histoire de la Gaule sous l'administration romaine, che gli valse la nomina a membro dell'Accademia di Scienze politiche e morali. Liberale moderato, dissentì dall'indirizzo «socialistico» della Rivoluzione del 1848 e plaudì invece a Napoleone III. Continuò con serenità a lavorare ed a produrre studi di storia romana, fra i quali notevole la Histoire d'Attila, de ses fils et de ses successeurs jusqu'à l'établissement des Hongrois en Europe (Parigi 1850) e Récits de l'histoire romaine au V[e] siècle (1860); studi sulle origini del cristianesimo fra i quali St Jérôme, la société chrétienne à Rome et l'émigration romaine en Terre Sainte (1867) e il St Jean Chrysostome (1872). Nel 1860 fu, da Napoleone, nominato senatore, nel 1868 ebbe la croce da grande ufficiale della Legion d'onore. Soffrì molto per la sconfitta di Sedan del 1870, perché vide in essa smentite le sue idee di storico e politico. Storiograficamente T. si manifesta impreciso nella critica dei documenti e più tendente a colorire gli avvenimenti narrati, che a penetrare il valore spirituale. Ebbe uno stile romantico, l'animo incline ad una temperato nazionalismo.